E in aula sono subito scintille per il Megalò 3

4 Febbraio 2015

Salvatore (Pd) si scaglia contro Michetti per aver negato l’odg su Di Primio indagato per corruzione

CHIETI.

«In via pregiudiziale devo contestare l’ordine del giorno di questo consiglio comunale perché non è stato inserito il nostro ordine del giorno. Avete paura di parlare». L’avvocato Gabriele Salvatore prende per primo la parola in aula e sferza l’amministrazione comunale sul contestato progetto denominato Megalò 3 per cui è finito indagato il sindaco Di Primio per corruzione. L’occasione giusta è data dal consiglio che si è riunito ieri, in prima convocazione, per discutere di alcune varianti urbanistiche, della proroga del servizio di trasporto pubblico alla società La Panoramica e di due ordini del giorno. In scaletta, però, non c’è l’ordine del giorno firmato dal capogruppo del Pd Alessio Di Iorio e dal collega di partito Salvatore. Il quale chiede di parlare per “mozione d’ordine”. Il presidente del consiglio Marcello Michetti concede la parola ma al microfono sono subito scintille. L’avvocato Salvatore, infatti, stigmatizza la scelta di Michetti di cestinare l’ordine del giorno su Megalò 3 a sua firma. «Ritengo sia un abuso», tuona Salvatore, «aver dichiarato inammissibile il nostro ordine del giorno». E giù un’argomentazione puntuale della tesi sostenuta dall’esponente del Pd tesa a smontare le motivazioni addotte dall’ufficio di presidenza. Che, in due parole, ha richiamato l’articolo 48 del regolamento comunale, secondo cui servono almeno 8 consiglieri per chiedere un consiglio comunale, per cestinare l’ordine del giorno del Pd. Ma Salvatore ribatte. «Il consiglio stesso può richiedere un consiglio comunale. L’articolo 73 del regolamento, che disciplina gli ordini del giorno, dice che un ordine del giorno deve concludersi con una valutazione. Il nostro rispetta questi dettami», aggiunge Salvatore, «in quanto chiede al sindaco di riferire sull’iter amministrativo di Megalò 3. É una cosa ridicola invocare l’articolo 48 e trasformare, come ipotizzato, l’ordine del giorno in interrogazione». Poi la stoccata finale a Michetti. «Ha dei pessimi consiglieri. Chiedo al segretario generale parere sull’inammissibilità dell’ordine del giorno», dichiara Salvatore, «da lei pronunciata. É stato negato ai consiglieri un diritto sacrosanto di discutere un ordine del giorno. Non accadeva da quindici anni». Il consiglio, a stretto giro, viene sciolto per mancanza del numero legale. (j.o.)

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