E l’Arciconfraternita “battezza” 8 novizi

Oggi la cerimonia di avvio della Settimana Santa. Il priore Sabella: ecco come è possibile aderire
LANCIANO. Inizia oggi, Domenica delle Palme, con l’ingresso dei novizi, la Settimana santa organizzata dall’Arciconfraternita morte e orazione di San Filippo Neri. Una settimana che, come spiegato dal priore Raffaele Sabella, torna alle origini senza più restrizioni Covid; alla folla che si raduna tra i vicoli della città, ai Miserere che accompagnano il passo dei confratelli e delle consorelle, del Cireneo durante le processioni, alle musiche sacre che si fanno preghiera. «Iniziamo oggi la nostra settimana con la messa alle 10 a Santa Chiara e poi alle 16.30 con il rito di vestizione e professione dei novizi», spiega Sabella. «Quest’anno saranno 8, 6 nuovi confratelli e 2 consorelle. Si aggiungono ai 320 confratelli e consorelle già presenti nel sodalizio».
Ma chi sono i novizi? Come si entra a far parte della confraternita? «I novizi sono per noi linfa vitale, coloro che portano avanti i nostri secolari riti, le tradizioni che sono anche della città, ma allo stesso tempo ci permettono di stare sempre al passo con i tempi», risponde il priore. «Per entrare bisogna in primis fare una domanda, che consegniamo in sede, a cui allegare anche un nulla-osta del proprio parroco che dichiara che la persona interessata a far parte del sodalizio è cattolico, ha ricevuto i sacramenti, ha una certa rettitudine morale; è una persona “per bene”. La domanda viene esaminata dal consiglio direttivo e poi il novizio inizia il suo percorso».
Una preparazione di un anno affidata a un maestro dei novizi che è oggi Giuseppe Fontana. «Ci sono alcuni appuntamenti da seguire», riprende Sabella, «attività da svolgere. È un periodo che serve alla persona per conoscere la nostra storia, 415 anni, le tradizioni, e rendersi conto delle attività perché non sono solo legate alla settimana santa, che è quella che attira di più, ma si svolgono durante tutto l'anno». Quest’anno le domande sono state presentate anche da 18enni e da una coppia di coniugi. «Nel periodo di scristianizzazione che viviamo», riprende Sabella, «vedere che entrano ragazzi diciottenni è davvero bello».
Il momento finale del percorso è la vestizione la domenica delle palme. Il saio col cappuccio lo portano i novizi, mentre durante la cerimonia, presieduta anche dal vescovo Emidio Cipollone, si consegnano il collare, il medaglione, la corona del rosario e il cordone. «L’abito ha un significato», chiude il priore, «è simbolo di devozione, penitenza ed impegno di vita migliore». Da domani invece iniziano gli appuntamenti legati alla musica. Alle 21, nella chiesa di Santa Lucia, concerto con orchestra e coro dell’Arciconfraternita diretti da Andrea Di Mele, di tre brani inediti del maestro, confratello ad honorem, Francesco Masciangelo: Christus, Stabat Mater e Requiem. Un omaggio alla città in occasione del bicentenario della nascita di Masciangelo.
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