E l’entroterra punta sull’ambiente: «Progettiamo un’area protetta»

TUFILLO . Qualità della vita e valorizzazione del patrimonio ambientale. Punta su questi due aspetti l’amministrazione comunale di Tufillo per tentare di attrarre flussi turistici che possano, in...
TUFILLO . Qualità della vita e valorizzazione del patrimonio ambientale. Punta su questi due aspetti l’amministrazione comunale di Tufillo per tentare di attrarre flussi turistici che possano, in qualche modo, mitigare lo spopolamento che affligge i paesi del medio ed alto vastese. Se ne è parlato durante il convegno organizzato nei giorni scorsi dal Forum civico ecologista, Arci e Italia Nostra, dal tema “Aree costiere ed entroterra: connessioni interdipendenti”. Tra i relatori anche il sindaco di Tufillo, Ernano Marcovecchio che ha portato la propria esperienza di amministratore di un piccolo centro collinare che, al pari degli altri, risente dello spopolamento e dell’esodo degli abitanti verso la costa. Un fenomeno che si è cominciato a manifestare agli inizi degli anni Sessanta, periodo in cui i flussi di emigrazione locale interna hanno cominciato ad interessare le aree costiere d’Abruzzo, in particolare Vasto e San Salvo per la presenza di grossi insediamenti industriali. Tufillo ci sta provando ad invertire la tendenza puntando sulla qualità della vita e sull’ambiente, due fattori strettamente collegati fra di loro.
«Stiamo progettando un’area protetta per valorizzare il nostro territorio e i nostri boschi», spiega il sindaco, «c’è da parte nostra il tentativo di rendere la qualità della vita migliore per i residenti e per chi decide di venire a visitare il nostro paese. Ovviamente puntare su questi elementi attrattivi significa non prevedere flussi numericamente consistenti, ma rivolgersi a un numero ristretto e selezionato di persone che amano la natura. Ci stiamo provando».
Dal convegno - che ha registrato la presenza come relatore del professor Rossano Pazzagli, docente di Storia del territorio e dell’ambiente all’ Università degli studi del Molise - è emerso il profondo disagio nel rapporto tra le aree interne e quelle della costa. Lo spopolamento non implica solo lo spostamento delle persone da un luogo all’altro, ma anche una perdita di identità da parte delle comunità. «Le soluzioni non sono facili», rimarca Marcovecchio, «attualmente a Tufillo registriamo due tipi di immigrazione che consistono in persone straniere che cercano luoghi di relax, il cui ceto è medio-alto. Decidono di comprare casa in paese perché apprezzano la qualità della vita e il paesaggio. Ci sono anche, ma sono più sporadici, alcuni trasferimenti di giovani coppie che vengono da alcune città del Nord». (a.b.)
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