E l’opposizione attacca: denunce inascoltate

Pompilio: «È la sconfitta di destra, sinistra e gruppo De Cesare». Costa: «Nei bilanci cifre non veritiere»
CHIETI. L’indagine della Corte dei conti sulle cause del dissesto economico e finanziario scatena la polemica politica, soprattutto per quanto riguarda il filone d’inchiesta che mette nel mirino anche l’attuale amministrazione del sindaco Diego Ferrara.
«Se da una parte la richiesta di condanna del sindaco Umberto Di Primio è un atto dovuto e susseguente alla dichiarazione di dissesto», dice la capogruppo di Azione politica, Serena Pompilio, «dall’altra parte la procura contabile scopre finalmente gli altarini. Chieti sarà il primo caso in Italia dove un sindaco che appartiene alla maggioranza che “si è assunta la responsabilità” di condannare i debiti altrui viene, però, a sua volta coinvolto nella stessa richiesta di condanna del suo predecessore. Questo a riprova che in politica non “si prova” e “non si tenta” ma si studiano percorsi percorribili e legittimi. Torno al quel piano di riequilibrio, che denunciai pubblicamente in consiglio comunale, per essere vuoto di misure che laddove richieste hanno prestato il fianco ai risolini beffardi di chi ha avuto l’arroganza nella presunzione di impunità. E invece», conclude la capogruppo di Azione politica, «la Corte dei conti non fa sconti a nessuno. Una sconfitta politica per tutti: destra, sinistra e gruppo De Cesare».
Rincara la dose il capogruppo di Forza Chieti, Maurizio Costa: «Il tempo è galantuomo», dice il consigliere d’opposizione, «avevo segnalato, anzi gridato ai quattro venti, che nel bilancio approvato i residui attivi non apparivano veritieri. Per dimostrarlo avevo chiesto la documentazione inerente le somme da riscuotere, osservando che nel conteggio fatto dall'amministrazione si portavano crediti vecchi di oltre dieci anni che, per essere considerati ancora esigibili, avrebbero dovuto contemperare le notifiche di messa in mora necessarie per tenerle in vita. Documenti che ho richiesto, ma che non ho mai ottenuto semplicemente perché non esistevano, per gravissima manchevolezza amministrativa di chi governa Chieti. Arriva ora la notizia, tutt’altro che inattesa, che la procura della Corte dei conti, nel controllo che ha effettuato, ha verificato che tante somme riportate non sono più riscuotibili, confermando in pieno quanto avevo denunciato».
Tra le file della maggioranza, in difesa del sindaco Ferrara si leva la voce del capogruppo della lista civica Chieti c’è, Vincenzo Ginefra: «Mi sembra ingenerosa l’enfasi con la quale alcuni consiglieri oppositori», dice, «alcuni eletti grazie all’apparentamento elettorale proprio con Ferrara», il riferimento è a Pompilio, «stanno accogliendo la notizia del procedimento aperto sul dissesto finanziario del Comune di Chieti, travolto da un disavanzo di 78 milioni di euro maturato negli anni 2014-2019. Credo che il grado di gravità dei comportamenti sia ben diverso e deve indurre i cittadini a una riflessione su chi ha davvero generato il debito e chi invece ha tentato di risanarlo, con provvedimenti forse animati da troppa generosità nel tentativo di salvare Teateservizi».

