E l’opposizione attacca sul bilancio

La denuncia di Pompilio e Costa: «Un atto imposto, non c’è stata condivisione»
CHIETI. Lo schema di bilancio adottato dalla giunta Ferrara è diretto al vaglio del ministero dell’Interno, e non solo. Il documento, infatti, attende anche il parere dei revisori dei conti e del consiglio comunale per gli eventuali emendamenti. Ma ai consiglieri il testo non è ancora arrivato e l’opposizione passa all’attacco.
«Solo dalla stampa si apprende che la giunta ha approvato il bilancio stabilmente riequilibrato», dice la consigliera di minoranza Serena Pompilio (Azione politica), «un atto così importante per la città che, per l’ennesima volta, viene imposto senza condivisione né sulla metodologia né sul contenuto. Su provvedimenti di tale misura, come è stato anche per il piano di riequilibrio, andrebbero coinvolte tutte le parti politiche e unirle per una condivisione di intenti per il bene della comunità. Perché non hanno svolto commissioni tecniche prima della stesura del bilancio stabilmente riequilibrato affinché ognuno potesse dare un fattivo contributo salvo, poi, puntare il dito contro gli altri?», chiede la consigliera, «attendo, come tutti, di poter studiarne il contenuto e voglio comprendere, in particolare, come sono state valutate e inserite le entrate comunali con riferimento alla Teateservizi e se sono previsti accantonamenti per gli aumenti dell’aggio come previsto nel piano concordatario della partecipata».
Sferra l’attacco anche il consigliere d’opposizione Stefano Maurizio Costa (Forza Chieti). «Non abbiamo nessun atto da visionare», dice, «non capisco la competenza della giunta perché fin quando il documento non arriva in consiglio non è ufficiale».
Poi Costa punta il dito sulla legge. «Secondo l’articolo 246 del Tuel (Testo unico degli enti locali, ndr) entro tre mesi il Comune approva il bilancio riequilibrato che deve presentare un taglio del 20 per cento sulla spese corrente: non capisco il beneficio che ne trarrà il Comune. Noi dell’opposizione da tempo gridavamo di dichiarare il dissesto, ma la nostra voce non è stata ascoltata. L’ente non è stato risanato dalla giunta Ferrara ma dalla Corte dei conti, che ha decretato il fallimento di questa amministrazione perché non sono stati capaci di mandare un piano di riequilibrio credibile», conclude Costa. (e.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

