E la Cisl chiede l’impegno delle istituzioni

Il segretario Uliano avverte: «Senza l’auto elettrica, futuro incerto per lo stabilimento di San Salvo»
SAN SALVO . Allarme per la Denso. Se la multinazionale dirotta altrove la produzione dei motori ibridi ed elettrici sono a rischio le prospettive dello stabilimento abruzzese. Il segretario nazionale della Cisl Ferdinando Uliano, mette tutti in guardia. «Le istituzioni facciano quadrato con noi per dare un futuro alla Denso di San Salvo». Uliano responsabile del settore Automotive non ha nascosto la gravità del momento. «È fondamentale», ha dichiarato, «che il sindacato e le istituzioni, a partire da quelle locali e nazionali, facciano la loro parte nell’interesse dei lavoratori, delle loro famiglie e del tessuto economico e sociale del territorio».
Uliano nei giorni scorsi era stato incaricato dai sindacati locali di perorare la vicenda Denso al ministero dello Sviluppo economico. Ieri al consiglio generale della Fim-Cisl di Abruzzo e Molise, il segretario nazionale ha illustrato la situazione del settore e nello specifico la situazione in Abruzzo e Molise, dove sono presenti oltre alle società del gruppo Stellantis numerose realtà della componentistica dell’auto. Ha ribadito le sue preoccupazioni per lo stabilimento della di Denso di San Salvo espresse anche al tavolo per l’Automotive del Mise alla presenza del ministro Giancarlo Giorgetti.
Uliano ha ribadito che servono azioni di sostegno per il settore utilizzando i fondi europei, ma nello stesso tempo bisogna intervenire sulle multinazionali della componentistica come la Denso per pretendere responsabilità sociale nella gestione del passaggio dalle motorizzazioni endotermiche a quelle elettriche. «Non può succedere», ha rimarcato, «che a San Salvo il gruppo Denso non assegni prodotti relativi alle motorizzazioni elettriche che rappresenteranno il futuro nel settore. Il rischio che noi vediamo», ribadisce il segretario della Fim-Cisl, «è che agli esuberi dichiarati nel 2021 di circa 200 unità si aggiungano nei prossimi anni ulteriori riduzioni di dimensioni tali da compromettere le prospettive future dello stabilimento». (p.c.)
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