E la città piange il partigiano Ciavarelli

25 Novembre 2018

Ha combattuto la rivolta ottobrina contro i nazisti. Borrelli (Anpi): è un simbolo della Resistenza

LANCIANO. Era uno degli ultimi partigiani combattenti della rivolta lancianese del 5 e 6 ottobre 1943 contro i nazisti. Angelo Ciavarelli si è spento ieri all’età di 93 anni. Amministratore comunale, presidente dell’Associazione nazionale partigiani (Anpi) di Lanciano per 40 anni e poi presidente onorario, Ciavarelli amava definirsi semplicemente «partigiano». Aveva 18 anni quando con altri giovani lancianesi imbracciò le armi per difendere la città invasa dai nazisti. Ricordava con lucidità, anche a distanza di anni, quei giorni di ottobre che iscrissero Lanciano nella storia della Resistenza italiana e che le valsero la Medaglia d’oro al valor militare. Come quando raccontava dell’attacco a due autoblindo tedesche a Pozzo Bagnaro, al quale aveva partecipato, e del ferimento di un soldato tedesco nella zona di Lancianovecchia. «Gli intimai l’alt e dissi a Licio (Licio Costantini, che all’epoca aveva 13 anni e mezzo, ndc) di disarmarlo», raccontava, «ma il soldato cercava di prenderlo in ostaggio per impedirmi di sparare. Gridai allora a Licio di stare attento e lasciai partire un colpo che ferì il tedesco al ginocchio destro. Caduto a terra e dolorante per la ferita, gli saltammo addosso e lo disarmammo. Lo portammo in ospedale per umanità e carità cristiana, ma purtroppo spirò per l’enorme perdita di sangue». Con l’avanzare degli anni e degli acciacchi Ciavarelli ha sempre continuato a testimoniare alle nuove generazioni l’importanza di lottare per la libertà e la giustizia. «Perdiamo un simbolo della resistenza lancianese», dice Maria Saveria Borrelli, attuale presidente di Anpi Lanciano, «fin dall’agosto del 1943 si era iscritto a uno dei gruppi che si stava organizzando ed è stato un partigiano combattente. Non mancava mai alle cerimonie, anche sulla carrozzella, anche se non riusciva più a parlare. Lui voleva esserci. Quest’anno è stato il primo ottobre in cui non è stato presente, dopo la morte della moglie, una perdita di cui ha risentito psicologicamente e fisicamente. Raccogliamo la sua eredità, tutti i valori che ci lascia: la libertà, l’impegno per gli altri, la giustizia. Per me è un impegno a non fermarci, ad andare avanti per onorare lui e tutti i partigiani che non ci sono più». Cavaliere della Repubblica, Ciavarelli due anni fa era stato insignito anche della “Medaglia della Liberazione”, istituita dal ministero della Difesa per chi ha partecipato alla Resistenza e alla lotta di Liberazione. I funerali domani, alle 11, a Santa Lucia. (s.so.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.