E la Corte dei conti boccia ancora il Comune

4 Dicembre 2023

I giudici: «Il sistema di controllo interno all’ente è carente, zero verifiche anche sulle partecipate»

CHIETI. La Corte dei conti torna a bacchettare il Comune di Chieti. Secondo il collegio dei giudici contabili, riunitosi lo scorso 15 novembre, il sistema dei controlli interni del municipio riguardo al 2021 mostra molte falle. Nelle dodici pagine delle deliberazione si parla espressamente di «inadeguatezza».
La Corte chiude infatti la deliberazione accertando «sulla base della relazione annuale del sindaco di Chieti, l’inadeguatezza del funzionamento del sistema integrato dei controlli interni nell’esercizio 2021» in merito a diversi aspetti. Si va dal controllo di regolarità amministrativa e contabile, al controllo di gestione, alle «carenze del controllo strategico, con particolare riguardo alla mancanza di documenti di verifica sullo stato di attuazione dei programmi, del controllo sugli equilibri finanziari e sugli organismi partecipati e all’assenza del controllo sulla qualità dei servizi». Insomma: è come se il Comune procedesse un po’ alla cieca, incapace di controllare cosa si fa e come lo si fa.
I sindaci dei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti devono redigere un referto annuale, a dimostrazione dell’adeguatezza ed efficacia dei controlli interni realizzati nel corso dell’esercizio considerato. Tale referto va a integrare il quadro informativo a disposizione dei giudici contabili per l’esercizio delle proprie funzioni di esame della regolarità e legittimità delle gestioni finanziarie degli enti locali. E, come sottolinea la Corte stessa nella deliberazione, nel caso di rilevata assenza o inadeguatezza degli strumenti e metodologie di controllo interno, possono essere irrogate a carico degli amministratori locali anche sanzioni pecuniarie.
L’atto, firmato dal presidente Stefano Siragusa e dall’estensore Ilio Ciceri, desta più di una preoccupazione. Perché in questo delicatissimo momento della sua storia istituzionale, il Comune si ritrova osservato speciale della Corte dei conti. Che insieme agli organi governativi dovrà dare il proprio benestare al primo bilancio «stabilmente riequilibrato», vale a dire al primo bilancio della giunta del sindaco Diego Ferrara adottato con l’ente in dissesto. La Corte ricorda come ad aprile scorso ha bocciato il piano di riequilibrio che il Comune aveva adottato per evitare il dissesto economico-finanziario a fronte dei 78 milioni di euro ereditati dalla precedente gestione, costringendo in questo modo il consiglio comunale a dichiarare formalmente default nel successivo mese di giugno.
I giudici contabili stanno anche indagando sulle cause che hanno portato l’ente in dissesto. Al procuratore regionale della Corte dei conti sono arrivati gli estremi anagrafici, «completi dell’attuale residenza e del codice fiscale, del sindaco, o dei sindaci, e dell’assessore al bilancio, o assessori, del Comune di Chieti succedutisi nelle annualità dal 2014 al 2020» e anche i dati sulla «retribuzione mensile lorda corrisposta a ciascuno dei suddetti amministratori per la carica da essi ricoperta in ognuno degli anni dal 2014 al 2020».
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