E la maggioranza cade in consiglio comunale

Non c’è il numero legale e la seduta salta. L’opposizione all’attacco: «Pensano solo alle poltrone»
CHIETI. Doveva essere un consiglio comunale semplice, sebbene importante, nel quale anche l’opposizione non avrebbe trovato grandi spunti polemici. E invece ci ha pensato la maggioranza a complicare tutto, non garantendo il numero legale e facendo cadere la seduta. Questo nonostante il fatto che all’ordine del giorno ci fosse anche un punto che doveva essere discusso subito perché riguardava «lavori di somma urgenza per messa in sicurezza a tutela della pubblica incolumità in conseguenza del grave smottamento di via Arenazze». Gli altri punti riguardavano la convenzione tra la Provincia e il Comune per la gestione del servizio di Verifica degli impianti termici gestito dalla società Ops e l’ordine del giorno della consigliera Barbara Di Roberto sul “Femminicidio quale emergenza sociale”. Tutto rinviato. A quando non si sa, perché questa volta il presidente del consiglio comunale Luigi Febo ha indetto la seduta con la sola prima convocazione, senza fissarne una seconda. Ciò significa che per tornare in aula bisognerà rifare tutto l’iter burocratico, con buona pace della «somma urgenza».
L’opposizione approfitta della nuova defaillance per tornare ad attaccare la maggioranza. Per il capogruppo di Forza Chieti Maurizio Costa «l’ennesima caduta del numero legale sta a significare che questo sindaco non ha più una maggioranza. Soprattutto visto che il consigliere Alberto Chiavaroli è uscito dall’aula insieme a noi consiglieri di minoranza. Mentre il collega Enrico Iezzi non si è neanche presentato in aula. Così come è risultata assente la consigliera di Liberi a sinistra Valentina De Luca. È una maggioranza logorata dalla lotta per le poltrone in giunta». «Non a caso», aggiunge Mario Colantonio della Lega, «Chiavaroli e Iezzi sono proprio i consiglieri che si sono sentiti più ignorati nelle consultazioni per le nomine. La maggioranza è vittima di logiche da poltronificio. E il presidente del Consiglio Febo continua a commettere errori, dimenticando la seconda convocazione. O forse è stata una prova di forza, inutile e dannosa, che lo ha visto puntualmente sconfitto».
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