E la minoranza protesta: «Disertiamo il consiglio»

LANCIANO. Diserteranno il prossimo consiglio comunale. È la decisione dei 9 consiglieri di minoranza che si discostano dalla decisione del presidente Leo Marongiu di tenere comunque la seduta...
LANCIANO. Diserteranno il prossimo consiglio comunale. È la decisione dei 9 consiglieri di minoranza che si discostano dalla decisione del presidente Leo Marongiu di tenere comunque la seduta prevista per venerdì 13 marzo alle 15, pur rinviando, a causa dell’emergenza sanitaria in atto, a data da destinarsi alcune importanti mozioni, tra cui quelle in favore della difesa dell’ospedale Renzetti e quelle relative alla contrarietà all’ampliamento della discarica di Cerratina presentate sia dall’opposizione che da un gruppo della maggioranza. I consiglieri Roberto Gargarella, Paolo Bomba, Gabriele Di Bucchianico (Fratelli d’Italia), Tonia Paolucci, Riccardo Di Nola (Libertà in azione), Errico D'Amico (Udc), Graziella Di Campli (Forza Italia), Angelo Palmieri (Nuova Lanciano) e Antonio Di Naccio (Lega) hanno scritto al prefetto di Chieti Giacomo Barbato «affinché sospenda o annulli la convocazione, in attesa che si attenui lo stato di emergenza sanitaria, o assuma decisioni volte ad impedire lo svolgimento della riunione pubblica per i noti motivi di igiene e di contagio». A far paura è l’emergenza Coronavirus dal momento che, scrivono i consiglieri al prefetto, «la partecipazione alla seduta comporta in sé incontri ravvicinati e un assembramento fra numerose persone ovvero amministratori, tra cui 24 consiglieri, 7 assessori e il sindaco, personale comunale e il pubblico, non essendo praticabile lo svolgimento a porte chiuse». Tra le altre motivazioni esposte la minoranza ricorda che «l’ordine del giorno non è indifferibile e urgente. Anche l’approvazione del bilancio di previsione 2020-2022 (ultimo punto all’ordine del giorno; ndc) ha come ultima scadenza la data del 30 aprile 2020 come da decreto ministeriale del 28 aprile 2020». «Il governo», ricordano i nove consiglieri di opposizione nella lettera inviata in prefettura, «ha disposto un periodo “feriale” con sospensione ed astensione da tutte le attività che comportino assembramenti, riunioni, meeting non indifferibili fino al 20 marzo, salvo proroghe».

