E la mortadella diventa itinerante

Campotosto è un paese distrutto e il produttore D’Alessio punta su Chieti
CHIETI. Guai a chiamarlo commerciante: «Noi siamo produttori», mette in chiaro Rinaldo D’Alessio tra le mortadelle di Campotosto e i formaggi pregiati. D’Alessio arriva al mercato di via Arniense, nel centro di Chieti, proprio da Campotosto, paese distrutto dal terremoto. «Campotosto è stato completamente dimenticato», racconta, «c’è un detto popolare che recita così: il dente se lo toglie chi gli fa male. E così noi produttori ci impegniamo per tenere vivo il nostro lavoro: ecco perché ci spostiamo qui a Chieti oppure a Pescara, Roma e Milano». Anziché aspettare aiuti dall’alto, l’impresa di D’Alessio si è data una spinta da sola continuando a puntare sulla qualità. E se a Campotosto non c’è più niente, l’antidoto all’abbandono è girare nei mercati e incontrare i clienti di persona. Per un piccolo imprenditore, spiega D’Alessio, «o si finisce nella grande distribuzione o si vende al privato senza intermediari e questo permette di spendere una parola con i clienti per spiegare che se c’è una differenza di prezzo allora c’è anche un motivo: le salsicce in vendita a 3 euro al chilo non possono essere le stesse delle nostre: magari qualcuno utilizza anche delle farine che noi non abbiamo mai usato». (p.l.)
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