E la prof di Napoli fa lezione dalla casa di Pizzoferrato

29 Aprile 2020

PIZZOFERRATO . «Scrivi una lettera al sindaco». Questo è il compito che ai primi di aprile un alunno ha dovuto svolgere. Il ragazzo, che frequenta l’istituto comprensivo Don Milani Dorso, a San...

PIZZOFERRATO . «Scrivi una lettera al sindaco». Questo è il compito che ai primi di aprile un alunno ha dovuto svolgere. Il ragazzo, che frequenta l’istituto comprensivo Don Milani Dorso, a San Giorgio a Cremano (Napoli), ha indirizzato la lettera al sindaco di Pizzoferrato, Palmerino Fagnilli. Ma non c’è contraddizione. «Dal 5 marzo», spiega Silvana Esposito, madre dell’alunno e professoressa nello stesso istituto campano, «appena saputa la notizia dell’epidemia da Covid-19 con le relative restrizioni, io e i miei figli abbiamo fatto una scelta: ritirarci a Valle del Sole, dove siamo proprietari di una casa e passiamo le vacanze. Qui ci sentiamo protetti, al sicuro, è un’oasi. È stata una scelta coraggiosa ma l’audacia, se è basata su valide motivazioni, è cosa ben fatta. Ringrazio il sindaco, la protezione civile, i carabinieri che spesso vengono a Valle del Sole per vedere di cosa abbiamo bisogno».
La professoressa svolge le lezioni tramite la didattica a distanza, stessa cosa che fanno i suoi figli con le rispettive insegnanti. «Ringrazio la preside Adele Pirone, sempre attenta e disponibile, che ci sta dando questa possibilità. I miei figli stanno bene, questi sono posti invidiabili. Ciò che manca? È il papà». Valle del Sole, 1492 metri, cinque chilometri da Pizzoferrato, è un villaggio turistico con 1.600 alloggi, circa 100 condomini, 11 villette bifamiliari. Nella “lettera al sindaco” il figlio della professoressa scrive: «In questo periodo di pandemia mi trovo in questo paese e mi volevo complimentare con lei per l’eccellente lavoro che sta facendo insieme alla Protezione civile. Ad oggi, fortunatamente, non si registrano casi di Covid-19 né di persone in quarantena. Quando siamo arrivati tutti ci guardavano in modo cagnesco. Oggi che è trascorso un mese che siamo qui, gli abitanti hanno capito che non eravamo infettati. Questa lettera mi auguro che sia di suo gradimento».
«Sono rimasto colpito dalla lettera perché inaspettata e sincera» afferma Fagnilli. «Questa pandemia sta instaurando un rapporto tutto nuovo tra città e periferia che, sicuramente, rivoluzionerà il futuro». (m.d.n.)
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