E Marcotullio non fa comizi: «Preferisco girare nei quartieri»

30 Maggio 2015

CHIETI. Nella piazza dei “corsi e ricorsi storici” non ci sono folle oceaniche. Luigi Febo arriva con Luciano D’Alfonso ma Sergio Chiamparino non c’è, Umberto Di Primio invece fa da sé e sale sul...

CHIETI. Nella piazza dei “corsi e ricorsi storici” non ci sono folle oceaniche. Luigi Febo arriva con Luciano D’Alfonso ma Sergio Chiamparino non c’è, Umberto Di Primio invece fa da sé e sale sul palco accerchiato da volti giovani e semisconosciuti. Piazza Gian Battista Vico contesa da tre candidati sindaci (oltre a Di Primio e Febo c’è anche Enrico Raimondi), scandita dagli orari incalzanti (parte Raimondi alle 18.15, segue Di Primio alle 19 e poi Febo alle 20) che costringono i candidati, meno l’ultimo ovviamente, a fare le corse. Di Primio parla in fretta e pare un fiume in piena. Febo è più calmo. Ci pensa poi D’Alfonso a ridestare il pathos politico. I due candidati di centrodestra e centrosinistra declinano due concetti che procedono in direzione opposta: la difesa della città per il sindaco uscente, il recupero del suo ruolo lavorando in apertura con il territorio e con le altre istituzioni per lo sfidante più accreditato, almeno sulla carta. Di Primio teme Pescara e i pescaresi. Scherzando dal palco si compiace di non vedere «persone di Manoppello tra il pubblico», come a preavvertire che ce ne saranno in seguito, tanto per fare numero. «Probabilmente stanno aspettando che finisce la partita del Pescara», ironizza ancora. Sul palco è circondato da giovani. L’unico un po’ più attempato è Marino Valentini (per la lista Identità teatina), poi ci sono Stefano Di Renzo, coordinatore Ncd, Manuel Pantalone (per la lista Noi domani), Alessandro Pala (per Forza Italia). Con Febo salgono invece sul palco l’ex sindaco Francesco Ricci, il presidente della Provincia, Mario Pupillo, e naturalmente D’Alfonso. Il presidente della Regione Piemonte non c’è, viene spiegato, per problemi di collegamenti aerei. Febo deve subito difendersi da una malattia che pare gli abbiano affibbiato a sua insaputa, la “pescaresità”. Non si sa dove l’abbia presa, ma in campagna elettorale fa molto male. Ironia a parte, l’esponente del Pd dice di essere «orgoglioso dei progetti con gli altri sindaci del territorio per far uscire Chieti da questa chiusura in cui è stata relegata per cinque anni». Su questo concetto batte anche D’Alfonso «Dicono che la Regione è troppo amica di Chieti, ma come si fa a sostenere che questo sia una colpa», attacca il presidente. E mentre Febo e Di Primio si sono rincorsi per tutto il tempo dei rispettivi comizi con battute l’uno contro l’altro, non ha avuto problemi il candidato sindaco dell’Altra Chieti e Sel, Raimondi, che si è scagliato indifferentemente contro l’uno e l’altro. Sul palco con lui, Riccardo Di Gregorio (per l’Altra Chieti) e Annalisa Settimio (per Sel), tra il pubblico, invece, in prima fila il nonno Luigi Orsini, grande nome dell’avvocatura, orgoglioso del nipote. In contemporanea, al primo piano della sede della Camera di commercio che affaccia in piazza Vico, c’era invece il candidato sindaco di Noi con Salvini e del Partito liberale, Antonello D’Aloisio, che insieme al responsabile economico di Nc S, Armando Siri, ha tenuto un convegno su famiglia e impresa. D’Aloisio poi si è trasferito in piazzale Marconi per la chiusura della campagna elettorale. Il sipario cala, domani si vota.

Arianna Iannotti