E monta la protesta dei residenti: con l’afa situazione insopportabile

CHIETI. Il sindaco Diego Ferrara si appresta a chiedere tre punti di rifornimento di acqua potabile, a mezzo autobotti, uno nella città alta e due a Chieti Scalo, e sta predisponendo un’ordinanza,...
CHIETI. Il sindaco Diego Ferrara si appresta a chiedere tre punti di rifornimento di acqua potabile, a mezzo autobotti, uno nella città alta e due a Chieti Scalo, e sta predisponendo un’ordinanza, che è stata sollecitata anche da Aca, per un utilizzo responsabile dell’acqua.
I disagi sono molti e investono il territorio a macchia di leopardo. Non si tratta solo dei problemi dovuti alle chiusure programmate dall’azienda comprensoriale, ma anche al fatto che, ad esempio a Chieti Scalo, dove non sono programmate chiusure ma solo riduzioni della portata idrica, gli appartamenti che si trovano ai piani alti faticavano ad avere acqua di notte. Le alte temperature e l’afa di questi giorni non aiutano e diverse associazioni scendono in campo per cercare soluzioni.
Come l’associazione ChietiscaloNoi, di Camillo Carapelle, che chiede all’Aca di riportare la pressione idrica agli stessi livelli di due mesi fa, almeno per due notti a settimana. «Faccio l’esempio della palazzina in cui abito in piazzale Marconi al civico 3», dice Carapelle, «già al quarto piano non c’è più acqua. Se per due giorni a settimana l'Aca aumentasse la pressione idrica, questo permetterebbe ai serbatoi di riempirsi e ai residenti di avere un po’ d’acqua in più».
Federico Gallucci, presidente delle due associazioni La Gente d’Abruzzo e Theate Magnum, abita in via Sciucchi, nella parte alta della città, e anche qui manca l’acqua. «Francamente siamo stufi di inutili e approssimative giustificazioni», dice Gallucci, che sottolinea anche come la responsabilità non sia del Comune ma principalmente dell’Aca. «Tutti sappiamo», continua, «che ha fatto un gran caldo e tutti sappiamo che le reti idriche abruzzesi sono ormai un colabrodo. Ma, al di là di tali banalità, tutti sappiamo che dalle nostre strade se ci affacciamo alle finestre vediamo le montagne innevate e però abbiamo i rubinetti a secco».
Gallucci propone una strategia per risolvere il problema: «La soluzione c’è e si chiama azienda unica, un soggetto nuovo, da costituirsi con buona pace dei potentati e portatori di interesse a lasciare in vita tutte quelle che già ci sono, per creare una nuova sinergia tecnico-economica che ottimizzi l’utilizzo delle provvidenze pubbliche, magari ricorrendo anche ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza se ve ne sono le condizioni, ma smettendo lo stillicidio di inutili e dispendiosi quotidiani “interventi spot” su reti ormai desuete».
Gallucci invita il sindaco Ferrara e il presidente della Provincia Francesco Menna a farsi promotori di questa proposta. (a.i.)
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