E ora rischia una maxi condanna fino a sei anni
L’emergenza del revenge porn — minaccia o ricatto sessuale — riguarda potenzialmente (come autore del reato e come parte lesa) una miriade di adulti e di minorenni dediti a riprendere con lo...
L’emergenza del revenge porn — minaccia o ricatto sessuale — riguarda potenzialmente (come autore del reato e come parte lesa) una miriade di adulti e di minorenni dediti a riprendere con lo smartphone, occasionalmente o per abitudine, i rapporti sessuali col proprio partner. Grazie alla nuova legge, rischia da uno a 6 anni di carcere e la multa da 5mila a 15mila euro «chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video di contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone interessate». Troppo spesso mariti, fidanzati, compagni e amanti hanno utilizzato frammenti registrati di vita privata per «distruggere» l’ex con cui un tempo si era stabilito un rapporto di fiducia. Vista l’estrema facilità con cui si possono divulgare le immagini sulla rete, è prevista la stessa pena per chi, «avendo acquisito e/o ricevuto le immagini o i video, li invia, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di creare loro nocumento». (g.let.)

