E Padoan annuncia i nuovi tagli

Parte la rivoluzione, ma le parole del ministro gelano i sindacati dei bancari
CHIETI. Quel “non nascondiamoci dietro un dito” del ministro Pier Carlo Padoan ha messo in grande allarme le segreterie Fisac /Cgil delle quattro nuove banche nate dal Decreto salvabanche. Sindacalisti e dipendenti della Nuova Carichieti, Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell’Etruria e Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara non hanno preso per nulla bene l’ultima intervista rilasciata dal ministro dell’Economia secondo cui «c’è eccesso di occupazione che andrà gestito in tempi e modalità dovute. Con meccanismi che facilitino l’uscita dal lavoro dei bancari vicini alla pensione…». Non c’è che dire, davvero un bell’augurio di buon Primo Maggio per i circa 6.000 lavoratori dei quattro istituti di credito (senza contare gli altri 1.000 dell’indotto), hanno commentato i sindacati, che al ministro hanno anche rivolto una domanda: «Pensa proprio che una ulteriore drastica riduzione dei livelli occupazionali sia la ricetta per sanare i problemi delle banche italiane?». E ancora: «Se il Governo negli ultimi mesi ha dovuto dedicarsi ai tanti provvedimenti tesi a rafforzare il sistema creditizio, non sarà perché, nonostante dal 2000 ad oggi circa 48.000 bancari siano stati “esodati” con l’ammortizzatore sociale di settore, le imprese bancarie italiane, alla prova della crisi e della recessione, hanno dimostrato tutti i loro preesistenti limiti?». Tante le incertezze anche sul fronte dei risparmiatori rimasti senza un soldo.
Se da una parte il ministro assicura che «il rimborso diretto è semplicissimo», dall’altra i sindacati fanno rilevare che non si sa ancora il numero dei risparmiatori che verranno indennizzati, non si conoscono i tempi effettivi del rimborso e la modalità. «Più in generale osserviamo», dice la Fisac /Cgil, «che continua a mancare ( la volontà ? ) per l’assunzione di norme che rendano più tempestivi e stringenti i controlli e più trasparente il mercato dei prodotti finanziari. Non sono stati certo gli addetti agli sportelli ad avere deciso l’emissione di bond subordinati per rafforzare i requisiti patrimoniali; consentito l’emissione; attribuito il livello di rischio; deciso, programmato e coordinato la collocazione al dettaglio dei bond subordinati». Il sindacato punta il dito contro «cattive gestioni, intrecci clientelari, commistione di affari e politica, ricerca spasmodica e con tutti i mezzi di redditività a brevissimo, riduzioni dei costi del lavoro ecc». Tutte responsabilità da accertare, si augura la Fisac, affinché «alla fine non accada che tutti vadano assolti e in prima linea restino soltanto i lavoratori». Il sindacato conclude con una notizia attesa, la proroga dei tempi per la cessione delle quattro nuove banche sul mercato e, dunque, «ci sono tutte le condizioni perché gli acquirenti realizzino un buon affare».(a.i.)

