E per gli anziani costretti in casa è arrivato l’Esercito

GESSOPALENA. Missione vaccini: è l’operazione che l’Esercito da ieri porta avanti nei centri più piccoli del Sangro Aventino per raggiungere anziani e fragili impossibilitati a muoversi per andare...
GESSOPALENA. Missione vaccini: è l’operazione che l’Esercito da ieri porta avanti nei centri più piccoli del Sangro Aventino per raggiungere anziani e fragili impossibilitati a muoversi per andare nei centri vaccinali. Mimetica, dosi, tablet e sorrisi, dopo aver percorso strade a volte al limite della praticabilità, i militari entrano nelle case di paesi come Montenerodomo, Torricella e Gessopalena e portano tranquillità. «Gli anziani li stanno accogliendo a braccia aperte e con sorrisi di speranza», dice il sindaco di Gessopalena Mario Zulli, «attendono questi vaccini da mesi. Sono contento che siano arrivati, anche se abbiamo dovuto lottare noi sindaci del Sangro Aventino per far partire la campagna vaccinale per i nostri anziani e fragili che si trovano indietro rispetto agli altri Comuni. Ma recupereremo».
Lettere di protesta, incontri con Asl e la Regione per avere gli stessi diritti di chi vive in centri maggiori. E ora sono una trentina i fragili e gli anziani che saranno vaccinati dai militari a Gessopalena, una ventina a Torricella e altri a Montenerodomo. E lo saranno in pochi giorni visto che l’obiettivo è di somministrare circa 25 dosi al giorno, al netto dei tempi necessari per raggiungere le diverse abitazioni. E la task force del comando logistico dell’Esercito è in questi comuni dopo aver accolto la richiesta di collaborazione fatta dal presidente della Regione, Marco Marsilio, al commissario per l’emergenza Covid, generale Francesco Paolo Figliuolo. «Così come nella prima fase dell’emergenza siamo intervenuti per dare man forte all’Aquila per l’esecuzione dei tamponi», spiega l’assessore regionale alla salute, Nicoletta Verì, «ora è la volta della provincia di Chieti. Con i suoi 104 Comuni, molti dei quali in montagna e collegati da una rete viaria non agevole, è il territorio che gioverà di un supporto nella campagna vaccinale, soprattutto quella domiciliare».
Nell’ambito dell’operazione “Eos” sono state destinate all’Abruzzo quattro militari: Nicola Tropiano, medico dell'Accademia di Modena, le infermiere Sara Del Duca, del 235° Rav Piceno, e Giulia Del Valli, del Centro selezione Vfp di Roma e Domenico Leo, del 9° Reggimento alpini dell'Aquila. «Siamo qui per volontà del ministero della Difesa», spiegano i militari, «a supporto della sanità pubblica nella gestione dell'emergenza sanitaria. Lo facciamo con passione, impegno e senso del dovere, nella certezza di vivere anche un'esperienza umana importante: toccare da vicino la sofferenza di persone così vulnerabili, che vivono in territori geograficamente penalizzati, ci dà ancor più la misura della valenza di questa missione». «Il sostegno offerto alla nostra campagna di vaccinazione è prezioso», chiude il direttore Asl Thomas Schael, «operare con le nostre sole forze comporterebbe tempi più lunghi, ma grazie a questa collaborazione possiamo tutelare anche le persone delle aree interne impossibilitate a raggiungere i nostri centri vaccinali». (t.d.r.)
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