E per gli espropri ora servono 13 milioni

26 Aprile 2018

Gli indennizzi attesi da 50 anni a Chieti e Pescara: la speranza è che l’Anas si accolli le pendenze

CHIETI . Ammonta a oltre 13 milioni di euro il conto per gli espropri mai pagati dell’Asse attrezzato. A Chieti e a Pescara c’è chi aspetta i soldi da decenni. E continuerà ancora ad aspettare: il Consorzio industriale Chieti-Pescara è in liquidazione e non ha i soldi per indennizzare i cittadini. La speranza è racchiusa nell’Anas: la trattativa per il passaggio dell’Asse attrezzato all’Anas è aperta e, se andasse in porto, sarebbe proprio l’Anas a cercare un accordo con i residenti. Ma non sarà una questione di pochi giorni: su mandato del presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso, il presidente del Consorzio industriale Camillo D’Angelo ha avviato la mediazione ma il discorso è ancora lungo ed è incagliato proprio sui debiti del passato.
Resta un esercito di beffati e la storia simbolo è quella di una donna teatina, Licia Minnucci: la signora Minnucci aveva un terreno di 1.300 metri quadrati nei pressi del centro commerciale Megalò, dietro al bar Vima, coltivato a ortaggi. Il Consorzio industriale avrebbe dovuto pagarle 10 milioni di vecchie lire ma i soldi, da quasi 50 anni, non sono mai arrivati. In compenso, per la signora Minnucci, è arrivata prima la morte. Ora quelle carte bollate per avere un indennizzo dovuto sono passate nelle mani della nuora, Anna Maria Leva. La fornaia di via Pollione è riuscita a ottenere un decreto ingiuntivo ma dei soldi nemmeno l’ombra. Come recita una lettera del Consorzio industriale risalente al 2012: «In riferimento alle numerosissime visite personali della signora Leva, durante le quali ha sollecitato il pagamento delle indennità di esproprio a lei dovute, si precisa che la somma per l’esproprio subito è riportata nel bilancio per un importo di 31.500 euro e che a causa della grave crisi finanziaria che sta attraversando l’ente, non può al momento essere corrisposta».