E Rapino mastica amaro: «Che caduta dalla serie B»

LANCIANO. «Forse ora sono un ex tifoso doc; le disavventure penose accadute negli ultimi anni mi hanno un po’ allontanato dal calcio che mi ha sempre appassionato. Le ultime partite viste sono quelle...
LANCIANO. «Forse ora sono un ex tifoso doc; le disavventure penose accadute negli ultimi anni mi hanno un po’ allontanato dal calcio che mi ha sempre appassionato. Le ultime partite viste sono quelle del Lanciano in serie B». Lo scrittore premio Campiello, Remo Rapino, grande appassionato di calcio, rispecchia un po’ quello che è accaduto a molti in città dopo la retrocessione del Lanciano dalla serie B: hanno smesso di seguire costantemente la squadra. Si avverte questo distacco della città, acuito dalle vicissitudini societarie e poi anche dal Covid. «Però mi tengo informato sul Lanciano grazie a mio figlio», precisa il professore che ha un rapporto stretto con questo sport, come ha raccontato alla vittoria del Campiello, visto che il padre era un portiere e la domenica andavano sempre allo stadio assieme. «Lo chiamavano “Gatto Nero”», racconta Rapino, «e parò un rigore a Mario Tontodonati», centravanti che dal Pescara arrivò in A, alla Roma.
Passione e Lanciano calcio, un binomio che la città deve forse riscoprire e magari potrà farlo se dovesse arrivare un “cocciamatte” come Bonfiglio Liborio, il personaggio creato da Rapino, pronto a fondare o a riprendere una società che possa puntare a tornare ai campionati maggiori. (t.d.r.)

