E sarà battaglia legale anche davanti al Tar

6 Febbraio 2019

Venerdì si discutono i ricorsi delle associazioni ambientaliste: ecco perché l’intervento va fermato

CHIETI. Torna davanti al Tar il caso di Mirò, il nuovo parco commerciale che sta nascendo accanto a Megalò. Venerdì i giudici amministrativi di Pescara esamineranno i ricorsi raggruppati in un unico procedimento: la Regione ha chiesto l’annullamento della conferenza dei servizi del Comune di Cepagatti, mentre la ditta costruttrice Sile vuole che venga cancellata la bocciatura da parte del Comitato regionale di valutazione di impatto ambientale (Via). Il quadro è completato dagli interventi, rispettivamente «ad adiuvandum e ad opponendum», di Wwf, Confcommmercio, Confesercenti e Cna. «In prima istanza», spiegano le associazioni, «il Tar aveva negato la sospensiva per il fatto che, in assenza di autorizzazioni, non ce ne sarebbe stato bisogno. In pratica, il tribunale era convinto che sino alla sentenza si sarebbe rimasti a bocce ferme, come purtroppo non è stato. L’insistenza a cercare di costruire a ridosso del fiume è francamente preoccupante. Lo è ancora di più la posizione di una politica che ha prima assurdamente concesso la costruzione di un enorme centro commerciale senza procedura di impatto ambientale (in virtù di una legge regionale in contrasto con la normativa nazionale e comunitaria rimasta in vigore pochi mesi) e, adesso, vorrebbe consentire ulteriori interventi edilizi nella stessa area». Per le associazioni, oltre alle questioni ambientali, ci sono da considerare gli «effetti devastanti sull’economia locale. In Abruzzo, stando ai dati del 2015, sono presenti 205,45 metri quadrati di centri commerciali ogni mille abitanti. È un triste primato a livello nazionale». Il Wwf parla di «incongruenze nei procedimenti amministrativi», ricordando «che l’autorizzazione con prescrizioni a suo tempo concessa dal Comitato Via è scaduta; che la proroga richiesta dalla Sile non è arrivata; che il progetto ultimo non ha avuta alcuna autorizzazione ambientale; che il parere inizialmente positivo dell’Autorità dei Bacini è stato primo sospeso, poi revocato e infine sostituito da uno negativo». (g.let.)
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