E scoppia la lite tra Ferrara e Di Primio
L’ex primo cittadino rifiuta l’invito: non sono ipocrita, tutti i giorni vomitate su di me ogni tipo di accusa
CHIETI. «Egregio sindaco, ringrazio per l’invito che, senza l’ipocrisia che trapela altrove, declino convintamente. Non contare, dunque, per rispondere alla tua domanda, sulla mia presenza». È la risposta, secca e al veleno, che l’ex sindaco Umberto Di Primio dà al suo successore, Diego Ferrara, che lo aveva invitato all’inaugurazione di ieri di piazza San Giustino. Ferrara aveva invitato Di Primio con questo messaggio: «Gentilissimo Umberto, sono lieto di invitarti alla inaugurazione della nostra storica e identitaria piazza come nei migliori esempi di democrazia amministrativa. Sarei veramente lieto se partecipassi. Posso contare sulla tua presenza?».
L'invito è stato declinato con una risposta molto più lunga e al vetriolo, visto che l’ex sindaco ha voluto argomentare la sua presa di posizione: «Avrei preferito un più diretto: “Ti invito visto che è un’opera che ho concluso ma che tu hai progettato, finanziato ed appaltato”. Mi rendo conto, era troppo. Comunque ti ringrazio, qualunque sia la ragione che ti ha spinto a invitarmi. È però impossibile per me partecipare all’odierno evento considerato che, in spregio ai migliori esempi di democrazia amministrativa: dal primo giorno del tuo mandato tu e la tua maggioranza, con toni spesso volgari e offensivi, avete “vomitato” di tutto su me e sulla mia amministrazione, ancora oggi, peraltro dicendo falsità, continuate ad attribuire al passato colpe che, invece, sono solo vostre (perdita di finanziamenti, scandalo mense, mancate manutenzioni, degrado della città). Inoltre, l’opera che ho fatto finanziare il 18/12/2017 ed ho appaltato il 18/8/2020, avrebbe dovuto essere ben altro».
E su questo punto si è scatenato anche il consigliere d’opposizione Maurizio Costa, che ricorda come il progetto originario prevedesse molto di più: «Erano previsti arredi come panchine, una fontana centrale ma soprattutto gli alberi: tutto sparito». Ma quello che a tanti non è andato giù è la cosiddetta “mattonella autocelebrativa”, quella cioè che riporta il nome del sindaco e dell’assessore ai lavori pubblici Stefano Rispoli: «Ma questa amministrazione cosa c’entra con piazza San Giustino? Perché hanno posizionato la mattonella con il loro nome e cognome?», chiede ad esempio Costa. E proprio su quella mattonella il consigliere, come d’altronde anche l’ex sindaco, rileva un’anomalia: l'Achille a cavallo risulta posizionato al contrario, tanto che sembra andare “contromano”. «L’arroganza è figlia dell'ignoranza», chiosa a riguardo il consigliere regionale capogruppo di Forza Italia Mauro Febbo. (a.i.)
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