E su Megalò 3 scatta la diffida al Comune

Associazioni ambientaliste e di categoria: «No a convenzioni illegittime». Il sindaco Ferrara rassicura
CHIETI . Botta e risposta tra le associazioni ambientaliste e di categoria da una parte, e il Comune, dall’altra, sulla realizzazione del terzo intervento edilizio previsto nell’area di Megalò. Mentre la Regione boccia il parco commerciale Mirò, arriva la diffida delle associazioni Wwf, Confesercenti, Confcommercio e Cna (le stesse della battaglia contro Mirò) perché il Comune non firmi quelle che le associazioni chiamano «convenzioni illegittime». Wwf, con la presidente Nicoletta Di Francesco, Confesercenti, con la presidente cittadina Marina De Marco, Confcommercio, con la presidente provinciale Marisa Tiberio, e Cna con la direttrice Letizia Scastiglia tornano a opporsi alla realizzazione del terzo intervento nell’area di Megalò, quello portato avanti dalla società Akka.
«L’area in questione», dicono le associazioni, «ha subito anni fa pesanti trasformazioni a causa di un massiccio riporto di terra: la ditta Akka deve per questo provvedere al ripristino dei luoghi, senza il quale l’area stessa risulta inibita a qualsiasi attività di trasformazione o edificatoria. A oggi non risulta che i lavori siano stati eseguiti e senza tale ripristino ogni eventuale convenzione urbanistica sarebbe palesemente illegittima». Per questo arriva la diffida «alla firma di qualsiasi convenzione urbanistica relativa al progetto Akka e a eventuali altri progetti della medesima area». La risposta del Comune arriva subito: «Il Comune è un’istituzione e, in quanto tale non consentirà provvedimenti illegittimi», dicono il sindaco Diego Ferrara, il presidente del consiglio comunale Luigi Febo e l’assessore al commercio Manuel Pantalone, «non serve una diffida al Comune su una questione per cui ci preme di ricordare che le scelte operate fin qui non sono in capo a questa amministrazione. Come istituzione e amministratori che governano applicando la legge, mai consentiremo che si producano atti illegittimi, o scelte capaci di esporre l’ente e il territorio a rischi di alcun genere. Un concetto più volte ribadito anche alle associazioni, durante gli incontri avuti da ottobre a oggi: sulla vicenda non faremo cose che non possono essere concepite per legge. Né è possibile che la struttura comunale emetta atti non conformi alle normative vigenti, tant’è che non ci risulta sia stata presa alcuna iniziativa da parte amministrativa, né potrebbe esserlo, all’insaputa dell’amministrazione». (a.i.)
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