E tra gli indagati c’è anche un assassino

L’albanese Koldashi già condannato per aver ucciso a coltellate un giovane rom ad Alba Adriatica
CHIETI. Tra i 76 indagati dell’operazione Rubino c’è anche Fitim Koldashi, albanese di 27 anni, in carcere per l’omicidio volontario del giovane rom Manuel Spinelli, ucciso a coltellate dopo una lite ad Alba Adriatica. Koldashi è stato condannato in primo grado, con l’abbreviato, a 30 anni di reclusione. Il giudice, nelle motivazioni della sentenza, parla di «una ferocia e di una risoluzione criminale che definire bestiale si appalesa riduttivo, evocative di un tratto personologico irrimediabilmente deviato e dedito al delitto». Il movente dell’omicidio avvenuto il 20 giugno del 2017, sempre secondo il giudice, è da trovare nel fatto che la compagna del killer avesse avuto in passato una relazione con Spinelli, 22 anni appena. Tutto era accaduto in pochi istanti quando - secondo l’accusa - la vittima, che si trovava fuori a cena con alcuni parenti, si sarebbe incrociata casualmente con l’albanese, che in quel momento stava passando in auto con la sua fidanzata. L’albanese sarebbe passato vicinissimo con la macchina al gruppetto e ci sarebbe stato qualche sguardo di troppo e qualche parola grossa. A quel punto il 27enne è sceso dall’auto ed è scoppiata una scazzottata. Poi i fendenti sferrati dall’albanese, con due coltellate che hanno raggiunto Spinelli al volto e al cuore. Un paio di mesi prima del delitto, intercettando con una microspia un altro indagato, Alessandro Iezzi, la squadra mobile ha scoperto che questi si era rifornito di droga proprio da Koldashi. In più occasioni, si legge sul capo d’imputazione, l’albanese «cedeva partite imprecisate di sostanza stupefacente per una contropartita in denaro di almeno 12mila euro». Più nel dettaglio Iezzi, parlando con altri due complici, «riferiva che avrebbe dovuto versare a Koldashi circa 3mila euro, ciò al fine di poter nuovamente acquistare dallo stesso ulteriore stupefacente». L’ultimo arresto in flagranza è scattato all’alba di ieri, nel giorno del blitz. Perquisendo l’abitazione di Vasto di un indagato, il pugile Quirino Palazzo, gli investigatori hanno trovato oltre 200 di grammi di hashish e una trentina di grammi di marijuana. Sempre ieri mattina, a casa di un altro indagato, Aquilino Spinelli, già sottoposto ai domiciliari, i poliziotti hanno sequestrato un bilancino di precisione e due dosi di cocaina: erano nella sorpresa di un ovetto di cioccolato. (g.let.)

