Eccidio nazista, il paese onora le vittime

18 Novembre 2018

MONTELAPIANO . Venerdì scorso in prossimità delle macerie del ponte Turcano, in territorio di Villa Santa Maria, c’erano il sindaco, Arturo Scopino, con la fascia tricolore, il parroco don Beniamino,...

MONTELAPIANO . Venerdì scorso in prossimità delle macerie del ponte Turcano, in territorio di Villa Santa Maria, c’erano il sindaco, Arturo Scopino, con la fascia tricolore, il parroco don Beniamino, con la stola e otto anziani che hanno sfidato la pioggia e il freddo. Si sono dati appuntamento per mettere una corona di fiori su un cippo sul quale sono scritti sei nomi, sei giovani montelapianesi trucidati dai nazisti il 16 novembre del 1943.
Era sera quel giorno quando il sonno della ragione ancora una volta inghiottì vite innocenti. Quelle di Ermete Scopino, sergente maggiore, 29 anni; Cristofaro Marchetti, soldato, 31 anni; Giustino Piccoli, 21 anni, soldato; Pietro Piccoli, 33 anni, soldato; Sabatino Fantini, 59 anni, padre di famiglia; Carlo Scopino, 57 anni, padre di famiglia. La loro “colpa” è stata quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Erano in un fienile, quel 16 novembre di 75 anni fa, rintanati perché i tedeschi perlustravano il territorio. Furono scoperti, a uno di loro fu trovata una pistola che fu il giusto pretesto. Condotti in paese, furono portati nella piazzetta: loro avevano le mani dietro la nuca, alcuni famigliari imploravano pietà, chi conosceva un po’ il tedesco supplicò di lasciarli andare. Furono caricati su un camion e portati nella vicina Villa Santa Maria, nell’albergo Euclide, sul corso del paese. A loro fu data anche la cena. Poi fu istruito un processo farsa perché la condanna a morte già era stata decisa. Con le armi spianate furono condotti fuori dal paese, tra questo e Quadri, sul ponte Turcano: qui furono allineati e passati alle armi. Il ponte fu fatto brillare, i corpi dei sei sventurati finirono sotto le macerie. Da allora quel ponte non è stato più ricostruito. Nei giorni seguenti i familiari della vittime si recarono sul posto ed alcuni corpi vennero recuperati.
«Quell'eccidio» afferma il sindaco Scopino «è ancora vivo nei ricordi del paese e il nostro compito è di tramandarne la memoria. Io mi commuovo nel vedere gli occhi dei nostri anziani che si velano di lacrime quando si parla di quei fatti».
Matteo Del Nobile