Ecco come i truffatori riescono a entrare negli appartamenti

8 Ottobre 2021

Strada, casa e telefono: sono tre i “punti di compromissione”, ovvero i luoghi e le situazioni di rischio in cui i truffatori agganciano le vittime. A ricordarlo, qualche giorno fa, è stato il...

Strada, casa e telefono: sono tre i “punti di compromissione”, ovvero i luoghi e le situazioni di rischio in cui i truffatori agganciano le vittime. A ricordarlo, qualche giorno fa, è stato il questore Annino Gargano durante il convegno in cui è stata lanciata la campagna di prevenzione “La sicurezza non ha età”. «La strada è intesa come la via abitualmente percorsa dalla vittima nel tragitto che va dalla propria abitazione ai luoghi solitamente frequentati, come negozi, ufficio postale, banca, parrocchia, studio medico o farmacia. L’aggancio per strada costituisce per il malvivente il momento cruciale dal quale far scaturire tutto il successivo rapporto con la vittima. Dopo aver creato il contatto e anche generato apprensione, prospettando ad esempio situazioni sfavorevoli per un familiare, il truffatore avanza la richiesta di una somma di denaro necessaria per la risoluzione del problema. In tali casi l’anziano si reca all’ufficio postale o in banca per ritirare i soldi». Per i raggiri nelle abitazioni, «l’approccio del truffatore è decisamente variegato: chiede di vedere documenti e bollette oppure di ispezionare le stanze per scongiurare perdite di gas o sbalzi di tensione elettrica che possano creare danni, oppure simula il controllo di banconote per verificare se siano false o dei gioielli per metterli al sicuro dai ladri». Con questi escamotage, anche esibendo finti tesserini, carpiscono la fiducia dell’anziano. Così, mentre uno dei malviventi intrattiene la vittima, il complice, dopo aver scoperto il luogo in cui soldi e gioielli sono stati riposti, li ruba. Accade sempre più spesso che i malviventi decidano di entrare in azione attraverso una telefonata in cui si chiede il pagamento di una somma di denaro. Durante il convegno, il questore Gargano ha lanciato anche un appello ai sindaci «affinché vengano implementati i sistemi di videosorveglianza cittadina con ulteriori telecamere che consentano di acquisire dati utili sia ai fini preventivi che repressivi»: l’obiettivo è dotare questi impianti di sistemi di rilevazione delle targhe che permettano un monitoraggio in tempo reale dei veicoli. Va anche «migliorata la qualità delle immagini delle telecamere a presidio di uffici postali e istituti di credito, con la sostituzione di impianti che risultino ormai vetusti». (g.let.)