Ecco i banconi alimentari per dare nuova linfa al mercato del sabato

Le speranze degli operatori dopo la svolta impressa dal Comune A breve i posteggi di piazza Unità d’Italia saranno più di cento
LANCIANO. Arrivano da Francavilla al Mare, Orsogna, Atessa e Montazzoli i nuovi operatori del settore alimentare, che sabato ha debuttato al mercato settimanale di piazza Unità d'Italia. Il meteo non ha giocato a favore dell'avvio della sperimentazione del “food”, decisa dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Filippo Paolini per risollevare le sorti del mercato del sabato e fermare la fuga di operatori e clienti. Dei 135 posteggi disponibili sulla carta, un anno fa ne erano occupati 92. Tra revoche e cessazioni di attività, ad inizio del nuovo anno le bancarelle sono 84. A queste, da sabato scorso, si sono aggiunti 9 banchi di prodotti alimentari e fiori. A breve, ultimate tutte le procedure, arriveranno anche altri 13 banchi non alimentari. In tutto, grazie ai due bandi indetti lo scorso novembre dal Comune, i posteggi del mercato del sabato torneranno ad essere più di cento. L'altro giorno, intanto, è partita la nuova sperimentazione del cibo, dopo quella del 2020 (con la precedente amministrazione) che durò appena sei mesi. Questa volta avrà una durata di un anno, al termine del quale bisognerà tirare le somme. Dei 9 nuovi operatori che hanno risposto all'avviso (i posti disponibili erano 17), sabato erano presenti in cinque. Il maltempo ha scoraggiato molti ambulanti, anche del settore non alimentare. In tanti non hanno potuto aprire i tendoni a causa del vento, preferendo tirare fuori dai furgoni solo gli espositori della merce. Tra quelli del food, c'erano i due banchi della porchetta, uno del miele e uno di formaggi e latticini, mentre il titolare del banco della frutta secca ha rinunciato ad aprire, sempre causa vento. Il settore alimentare è concentrato in piazza Unità d'Italia e in via Montegrappa. Nicola Genobile, dalla sua rosticceria mobile, serve la porchetta cotta al mattone. Commerciante di Francavilla, è uno dei pochi che aveva già partecipato alla sperimentazione del food di 4 anni fa. «Con il Covid si era fermato tutto, ma adesso stiamo ripartendo», dice, «ho tanti clienti da questa zona, spero che stavolta funzioni. Purtroppo, il meteo si è messo contro in questa prima giornata, vediamo nel prosieguo come andrà». Di fronte, a bordo di un furgone per la vendita di latticini e formaggi, ci sono Andrea Tenaglia e Alessia da Orsogna: «Per noi è la prima volta in questo mercato. Siamo sempre stati in piazza Garibaldi, proviamo a cambiare zona. Sembra che la gente apprezzi». Su via Montegrappa ci sono Elia e Gioele Stampone, apicoltori di Montazzoli con il loro banco di miele e derivati: «È la prima volta che partecipiamo a un mercato del genere. Proviamo quest'anno e vediamo come va. Speriamo che arrivino anche gli altri operatori. È importante vedere facce nuove, così le persone sono invogliate a farsi un giro». Dei 17 posti disponibili, otto sono rimasti liberi e potranno essere occupati anche dai cosiddetti spuntisti. Prima volta in piazza Unità d'Italia anche per Domenico Abbonizio di Atessa, titolare di un banco di gastronomia e porchetta: «Il problema di questo mercato, secondo me, è che mancano i prodotti dell'ortofrutta». Categoria questa che l'amministrazione comunale ha inteso, però, escludere dal bando. «Ed è sbagliato», commenta Abbonizio, «che in città sia presente il mercato coperto dei contadini non è una giustificazione valida. Attorno a questa piazza ci sono tanti negozi di abbigliamento, eppure la maggior parte delle bancarelle vende vestiti».
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