Ecco i nuovi avvocati teatini che hanno giurato in videochat

17 Aprile 2020

Il presidente e i neo iscritti in tribunale per la cerimonia, consiglio dell’Ordine e parenti in diretta web Tatozzi: «Indossare la toga non è mai un obbligo, ma un onore e un privilegio: ricordatelo sempre»

CHIETI. Sono sette i nuovi avvocati che, per la prima volta nella storia dell’Ordine forense di Chieti, hanno giurato in videochat. Ieri mattina, sono entrati uno alla volta a palazzo di giustizia, dove li attendeva il presidente Goffredo Tatozzi. I componenti del consiglio forense, invece, erano in collegamento via internet, così come familiari e dominus: neanche loro hanno voluto perdere una cerimonia che – per Alessandro Bianchi, Melania Bucciarelli, Federico Capuleto, Federica Delle Monache, Roberta Di Toro Mammarella, Cristina Merletti e Tommaso Palmitesta e i due neo praticanti Elena Remigio e Paride Di Lorenzo – ha rappresentato il coronamento di anni di sacrifici.
Insomma: l’avvocatura non si ferma neppure ai tempi dell’emergenza coronavirus. Anche perché per esercitare la professione forense, a differenza di quasi tutti gli altri Ordini, occorre il formale giuramento di rispettare la Costituzione della Repubblica: un passaggio obbligato per iscriversi all’albo che, quest’anno, si è svolto con modalità inedite. «Abbiamo dovuto contemperare le legittime aspettative dei nuovi avvocati con le tante limitazioni imposte dalla normativa in materia di prevenzione del rischio di contagio da Covid 19», spiega Tatozzi.
«La toga che indossate da oggi», ha detto il presidente dell’Ordine rivolgendosi ai neo iscritti, «è il simbolo esteriore dell’altissima funzione sociale, intellettuale e morale che l’avvocato è chiamato a svolgere. Dovrete sempre ricordare che indossare la toga non è mai un obbligo, ma un onore e un privilegio, anche foriero di forte responsabilità per il ruolo essenziale e imprescindibile della difesa nel processo». Tatozzi ha chiuso la cerimonia con le parole di «un grande avvocato, Ettore Randazzo, che riescono ad esprimere in una sola frase il senso stesso della nostra professione: “Tutti noi abbiamo una convinzione, o se volete una fede, secondo cui non può esserci civiltà senza giustizia, né può immaginarsi una giustizia – neppure primordiale o rozza – senza difesa”».
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