Ecco il laghetto d’acqua potabile

27 Giugno 2014

C’è una maxi perdita in via Masci: ci siamo inoltrati fra i rovi per fotografare uno spreco enorme

CHIETI. E poi ci lamenta che d'estate i rubinetti cittadini finiscono immancabilmente a secco. Grazie alle segnalazioni di alcuni attenti residenti del quartiere Madonna del Freddo è stata scoperta una perdita d'acqua potabile che, creandosi un percorso da sembrare un lungo mini canyon nei campi di mezzo tra la sede dei vigili del fuoco e lo "storico" palazzone Iurino, con il Bingo ad altezza strada, sfocia giù in una specie di laghetto artificiale il cui "delta" è stato scavato su di un terreno che i proprietari utilizzano normalmente per irrigare i campi.

E’ acqua potabile, che tra qualche settimana, come accade puntualmente ogni anno in piena estate, potrebbe tornare a scarseggiare. E che qui invece scorre giù bella fresca e pulita, prima di mescolarsi nel colore torbido e paludoso del grande stagno artificiale, correndo ad una velocità da ruscello, doppia a quella del fiume Foro nei suoi periodi di secca, con le dovute simpatiche proporzioni. Scoprirlo, notarlo, tuttavia, non è affatto impresa semplice. Solo parcheggiando in prossimità della grata rettangolare in via Filippo Masci, all'altezza dell'incrocio con strada Fonte Chiara che immette le auto verso Madonna del Freddo, nel punto esatto in curva per raggiungere il fruttivendolo, si può ascoltare il rumore dell'anomala perdita d'acqua proveniente da chissà poi quale tubatura cittadina. E così segnalato il problema, ci siamo avventurati "clandestinamente" giù per i terreni scoscesi e un po' impervi, fino al laghetto artificiale che è lì da oltre dieci anni, protetto da piante, frutteti e alti canneti. Terreni di co-proprietà di più famiglie residenti nella zona. Allo spreco di un prezioso bene pubblico si va a sommare un disagio di fatto, perché in una normale giornata di abbondanti piogge, con l'acqua che viene giù da questa perdita, si rischia di far letteralmente esondare lo specchio d'acqua, mettendo così a rischio i terreni coltivati.

Il lago dalla carreggiata di via Masci non si nota affatto, per via della fitta vegetazione, ma in seguito alla segnalazione è stato possibile seguire gran parte del percorso d'acqua potabile cittadina, bypassando il punto impraticabile che dalla strada fa arrivare giù a valle. Se ne va in questo modo un quantitativo incredibile di un bene prezioso, comune, buttato via in maniera sotterranea, che i residenti ammettono avviene da oltre tre anni. Del resto, ha davvero dell'incredibile quando tra i rovi si prova a scoprirne il percorso a serpentina, guidati nel silenzio dal rumore dell'acqua che scorre giù, levigando pietre di piccole e medie dimensione, come su quegli scivoli degli acquapark fino ad arrivare nella grande piscina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA