Ecco il pianeta Marrucino: una scoperta martinese

29 Giugno 2014

SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. Per la sua “rivoluzione” il Marrucino impiega 1.336 giorni, ossia tre anni e poco più di due mesi. Ma in questa “battaglia” non ci sono i polverieri che pure hanno dato...

SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. Per la sua “rivoluzione” il Marrucino impiega 1.336 giorni, ossia tre anni e poco più di due mesi. Ma in questa “battaglia” non ci sono i polverieri che pure hanno dato orgoglio a questo paese: gli artigiani che lavoravano nelle grotte la polvere da sparo - quella tipica martinese era impastata col carbone di legna di vite - tanto diffusa in Puglia e in Basilicata e che faceva ritenere questo popolo uno dei flagelli dell’Italia post-unitaria.

In questo “disordine” del Marrucino non si sono neppure soldati, nè armi, nè forconi. C’è soltanto un asteroide lì in alto, nel cielo, che gira intorno a pianeti più grandi e, soprattutto, c’è l’attaccamento di uno studioso al suo paese, alla sua terra, dalla quale è stato lontano per 40 anni. Un amore consacrato proprio in quel Marrucino - per gli studiosi il Marrucino 7515 - un pianetino posto tra l’orbita di Giove e Marte, la regione del sistema solare definita main belt, fascia principale, il cui scopritore, l’astronomo Giovanni De Sanctis, 65 anni, ha voluto intitolare proprio al suo paese: San Martino sulla Marrucina. Un riconoscimento che solo pochi comuni così piccoli possono vantare. A quel corpo celeste non è stato dato il nome identico al borgo solo perché l’asteroide San Martino c’è già. La scoperta fu fatta all’Osservatorio australe europeo (Eso). «L’Internatonal Astronomic Union», spiega lo studioso De Sanctis, oggi in pensione, «il solo istituto al mondo autorizzato a battezzare i corpi celesti, ha assegnato il nome di Marrucino 7515 al pianetino che scoprii in orbita tra Marte e Giove il 5 marzo 1986, in onore del paese martinese».

A sostegno del certificato ufficiale che riporta quell’attribuzione, avvenuta nella seduta dell’Iau del 2 dicembre 2009, c’è questa motivazione: “Marrucino era un’antica popolazione che viveva in Abruzzo. San Martino sulla Marrucina è famoso nel mondo per il suo vino e per la sua chitarra, uno speciale tipo di pasta. È anche famoso per i polverieri, un gruppo di artigiani e mercanti che per cinque secoli ha prodotto polvere da sparo dal carbone di legno di vite seguendo un’antica ricetta».

Stando alle regole dell’Iau, uno scopritore può suggerire il nome di un asteroide all’Istituto che valuta la proposta e se la ritiene valida la approva, ovviamente anche in base alle motivazioni e alle peculiarità della scelta del nome. E così è avvenuto per Marrucino 7515.

Nel corso della sua carriera De Sanctis, associato all’Inaf, l’Istituto nazionale di astrofisica, ha scoperto più di 40 asteroidi, alcuni insieme al collega belga Debehogne come quelli intitolati a Isnello, Torino, Levi-Montalcini - la neurobiologa, 5 anni prima che ricevesse il Nobel per la Medicina - Persiceto e Alba, e altri da solo come Marrucino, appunto, e il Majella 7233, il 7 marzo 1986, due giorni dopo del pianeta martinese. Ha effettuato numerose campagne osservative dedicate allo studio dei corpi minori del sistema solare e di Plutone, utilizzando telescopi nazionali, francesi e dell’Osservatorio Australe Europeo. Ha all’attivo numerosi articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali e in suo onore l’Iau ha attribuito il nome De Sanctis all’asteroide 3.268.

«Il 1986, ossia l’anno della scoperta del pianetino Marrucino», ricorda De Sanctis, «era il tempo in cui venivano utilizzate le lastre fotografiche, esposte pazientemente per ore alle luci del cosmo, quando si scoprivano pianetini di buone dimensioni e non quelli piccoli di oggi, simili a rottami interplanetari. Eravamo ancora nel periodo eroico dell’astronomia, quando contava molto la passione e non c’erano ancora i telescopi automatici di oggi. L’intitolazione di Marrucino è per me un atto d’amore verso la mia amata cittadina e verso la mia gente».

Il pianetino martinese che compie la sua rivoluzione in 1.336 giorni, ha una massa di 500 miliardi di tonnellate e un diametro di 7,3 chilometri quadrati: manco a farlo apposta, è la stessa superficie del suo Comune. (r.o.)

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