Ecco il rilevatore di targhe che scopre le auto rubate

In dotazione ai vigili urbani, in pochi millisecondi si collega col ministero e con la Motorizzazione. Smascherate anche le macchine senza assicurazione
LANCIANO. Per fronteggiare il fenomeno dei furti in città – l’ultimo è alla scuola media Umberto I- la polizia municipale si doterà di un’apparecchiatura elettronica, soprannominata “Targa System” in grado di rilevare, con telecamera a infrarossi, le targhe dei veicoli e accedere, in tempo reale, alle banche dati del ministero dell’Interno, dell’Ania e della Motorizzazione per individuare mezzi rubati o privi di assicurazione, senza revisione o assoggettati a fermi fiscali, dando il via a una seconda pattuglia di vigili che fermerà il veicolo e effettuerà i controlli. Il funzionamento è semplice: la telecamera, posizionata a bordo strada, viene puntata sulle targhe delle vetture in transito.
In pochi millisecondi, vengono interrogate le banche dati per capire se un’auto sta viaggiando con tutti i documenti in regola, oppure se il guidatore ha commesso infrazioni o se l’auto è rubata.
Un modo per aumentare il livello di sicurezza e dare uno stop al fenomeno dei veicoli non assicurati e rubati: solo nell’ultimo anno la polizia municipale ha effettuato 108 sequestri. La strumentazione, già adottata in altre città d’Italia, che al momento sarà noleggiata per sei mesi, è stata provata su via Per Treglio.
Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere moglie e marito arrestati, nei giorni scorsi, per i furti con spaccata commessi tra novembre e dicembre in bar e negozi della città.
Mauro Renato Cupido, 26 anni, e Tomassina Ranalli, 25, quest’ultima detenuta ai domiciliari, sono comparsi questa mattina davanti al gip Francesco Marino per l’interrogatorio di garanzia. Ma la coppia ha optato per non rispondere alle domande del giudice.
«Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere poiché non siamo ancora in possesso degli atti d’accusa», spiega il difensore dei due, l’avvocato Vincenzo Menicucci. I coniugi sono accusati di furto aggravato e porto di armi o oggetti atti ad offendere. Secondo carabinieri e polizia, che hanno condotto le indagini coordinati dalla Procura, i due sarebbero gli autori di almeno sette colpi negli esercizi pubblici e commerciali di Lanciano, tre bar, un fruttivendolo, due alimentari e un grossista di prodotti per parrucchiere. Sempre presente il marito, che ha già scontato una condanna a tre anni per rapina. Solo in alcuni furti anche la moglie –incinta e già madre di un bimbo di 2 anni- e il fratello minorenne di lui, denunciato alla Procura dell’Aquila. Servendosi di bombole di gas, mazze e bastoni ferrati, mandavano in frantumi le vetrine e sfondavano le porte di ingresso. Una volta dentro arraffavano i soldi dai registratori di cassa ma anche prodotti cosmetici e per capelli, prosciutti interi, forme di parmigiano, salami. La refurtiva non è stata ritrovata.
Stefania Sorge
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