Ecco l’immagine che incastra l’assassino

2 Gennaio 2024

Giovanni Flavio Meo ripreso dalle telecamere mentre pulisce sulla maglia il coltello usato per uccidere Carolina D’Addario

GISSI. Un inizio 2024 drammatico per Gissi. Il piccolo comune del Vastese è ancora sconvolto per l’omicidio di Carolina D’Addario, 84 anni, la sarta del paese. Il presunto assassino, Giovanni Flavio Meo, 59 anni, ha trascorso la notte di Capodanno nel carcere di Torre Sinello a Vasto. Non ha ancora capito che resterà in cella a lungo. Continua a ripetere che non voleva uccidere Carolina. Domani, alle 11, a Gissi arriveranno i Ris, i carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche. Gli investigatori eseguiranno all’interno della casa di D’Addario e sulla porta di casa della pensionata accurati rilievi. L'attività tecnico-scientifica si concentrerà nella stanza in cui è avvenuto l’omicidio. Saranno compiuti accertamenti irripetibili e cercate tracce ematiche e impronte anche nelle altre stanze. Al sopralluogo saranno presenti Teresa Rucci, la figlia della vittima, e il legale che l’assiste, l’avvocato Alessandro Orlando. Secondo gli investigatori, Flavio Meo ha fatto tutto da solo.
IL MOVENTEAncora da chiarire il movente, anche se in paese sono tutti convinti che l’uccisione di Carolina sia il tragico epilogo dell’ennesima discussione fra la vittima e il 59enne a causa di alcune abitudini poco corrette dell’uomo e che all’anziana sarta davano molto fastidio. I vicini hanno più volte sentito litigare i due. Carolina, che viveva con la porta di casa aperta, si era più volte lamentata del cattivo odore che proveniva dal vicolo di via Del Sole a causa dell’abitudine di Meo di fare i propri bisogni in un angolo della stradina. Non è escluso che, il pomeriggio del 23 dicembre, Carolina abbia protestato nuovamente. Meo è entrato a casa della donna ed ha risposto alle accuse. La discussione è degenerata e il cinquantanovenne ha afferrato un coltello colpendo la donna. L’anziana alla vista della lama avrebbe alzato istintivamente un braccio per difendersi tant’è che su una sua mano ci sono tagli. Per questo la lama è entrata sotto l’ascella perforando un polmone. A quel punto Meo, che stava vivendo una situazione economica decisamente critica, ha deciso di rubare alla vittima soldi e oro: 20.500 euro e i gioielli di Carolina.
IL VIDEOErano le 17 quando Flavio Giovanni Meo è uscito dalla casa di Carolina. La telecamera privata di un residente accesa sul vicolo ha ripreso il percorso fatto dall'uomo. Meo appare tranquillo. In mano ha il coltello con il quale ha appena ucciso Carolina. L’uomo, prima di arrivare in prossimità della telecamera, pulisce la lama con la sua maglietta e si allontana, ma non troppo. Il filmato è una prova schiacciante davanti alla quale, per il suo difensore, l’avvocato Luigi Masciulli, sarà difficile evitare l’ergastolo al suo cliente.
IL BARDopo l’omicidio, avvenuto tra le 16,30 e le 17, Meo ha raggiunto il bar Soriano, in corso Remo Gaspari. È arrivato a piedi, si è avvicinato ad altri avventori e ha preso da bere. Poi si è messo a chiacchierare con gli astanti come se nulla fosse. Nessuno ha fatto caso a lui, che di quel bar era cliente abituale. Dopo l’omicidio, però, diversi testimoni, ascoltati dai carabinieri, hanno confermato la presenza di Meo al bar. Il cinquantanovenne avrebbe anche giocato con alcuni videogiochi. Quel che è certo è che non era affatto sconvolto. Né ha mostrato segni di cedimento quando, sempre il 23 dicembre, la nuora di D’Addario ha scoperto il corpo senza vita della suocera.
L’ARRESTO
Anche nelle ore successive il comportamento di Meo è stato piuttosto strano. L’uomo non ha capito subito di aver commesso un reato gravissimo, tant’è vero che la prima dichiarazione fatta al suo avvocato di fiducia, Luigi Masciulli, è stata: «Ho avuto un impiccio. Sto in Procura». Le accuse a carico di Meo sono gravissime. L’uomo rischia di essere condannato all'ergastolo. E pazienza se è stato lui stesso a svelare ai carabinieri dove aveva nascosto i soldi rubati alla vittima e dove aveva gettato il coltello.
Oggi la salma di Carolina dovrebbe essere riconsegnata alla famiglia. Subito dopo i figli decideranno la data delle esequie alle quali è attesa la partecipazione di una grande folla vista la notorietà della donna in paese e quanto fosse benvoluta da tutti.
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