Ecco la città dei mercanti ai tempi del Mastrogiurato

30 Agosto 2019

Lanciano. Antichi mestieri e usanze del Medioevo in scena alle Torri Montanare Alchimisti, liutai, falegnami, tessitori e scultori mostrano le arti del passato

LANCIANO. Corde, saponi, unguenti, quadri, poi maestri cartari, fabbri, liutai. E ancora stand con oggettistica, anche scudi e spade e abbigliamento. È la parte “de la Rocca de lo Mastrogiurato” alle Torri Montanare dedicata al commercio, quella che ricorda la Lanciano medievale dove i mercanti arrivavano da ogni angolo del mondo allora conosciuto e che portò re Carlo II D’Angiò ad istituire nel 1304 la figura del Mastrogiurato.
La parte in largo dell’Appello è dedicata agli antichi mestieri con un gruppo di espositori che fa parte dell’associazione Mastri nel Tempo, per la prima volta in città. Ci sono l’alchimista, il liutaio, la macinatrice, il funaio, il saponario, il falegname, il fabbro, la tessitrice, lo scultore di terracotta e la pittrice. Un intero mondo di arti e mestieri che catturano l’attenzione di grandi e piccini perché ci sono attrezzi di un tempo ormai passato, perfettamente funzionanti. «Diamo spiegazioni, facciamo dimostrazioni e qualcuno di noi vende anche i prodotti», dice Cinzia, da Fabriano, che si occupa solitamente di carta, ma questa volta anche di farine «noi non siamo figuranti, facciamo questo mestiere. Siamo parte del gruppo Mastri Nel Tempo, che raduna maestri di antichi mestieri da tutta Italia. È un lavoro particolare». E nient’affatto semplice visto che si lavora con attrezzi medievali. «Sul tavolo ci sono diverse farine», spiega ancora Cinzia, «le più bianche erano per i nobili, invece i poveri avevano queste farine integrali, che erano lo scarto della macinatura del grano, che era preziosissimo».
Preziosi i consigli di salute e bellezza dell’alchimista che nel suo spazio fa oli essenziali, decotti e racconta un mondo affascinante. «Preparo oli essenziali da piante per uso medicinale o di bellezza, e anche profumazioni», dice Daniela mentre prende delle foglie di eucalipto, «è officinale, lo metto nell’alambicco con dell’acqua poi avviene la disidratazione e vengono fuori due tipi di prodotti: l’olio che galleggia, per uso medico e l’acqua profumata». Le sue mani si muovono mentre racconta di un mondo che era essenzialmente era fatto di nobili e di maschi, perché potevano studiare. Accanto a lei lavora il falegname e poi c’è il fabbro, di Nocera Umbra, che fa uno dei mestieri medievali più importanti. Accende la forgia con un grande mantice e batte poi il ferro sotto gli occhi spalancati dei più piccoli. Più in là lavorano il cordaio, la tessitrice, loscultore e il liutaio. «Sto costruendo una citola» dice Marcello Di Sante, il liutaio, «l’antenata della chitarra. Dietro c’è una vellia. Mi serviranno due settimane per ultimarla con corde fatte con budella di animale». Saponi profumati, poi le pitture di Mirella Pimpini di Firenze, su carta o pergamena.
Nella Cittadella invece ci sono oggettistica, armi, arcieri,ornamenti e abiti. Poi le attrazioni, a parte i giochi medievali per i bambini, sono gli spettacoli che si susseguono ogni sera dalle 20 alle 24. Da ridere i “clerici vagantes” che sono giullari e giocolieri romagnoli e le storie della Compagnia del lo santo Macinello, il mago Abacuc lascia a bocca aperta. Ci sono i musici Hollenek hungarica, il burattino malandrino, lo spettacolo di fuoco di Pyroetnico, la musica de I sonagli di Tagatam, i combattimenti dei cavalieri di San Giorgio di Visegrad e le danze. Non manca il cibo: pizz’onta, torcinello, arrosti, gulash. Ingresso 3 euro, bimbi fino a 6 anni gratis. Rocca aperta fino a domenica, compresa, giorno della rievocazione del Mastrogiurato.