Ecco la maxi cozza di Rocca San Giovanni: annuncia il mare pulito / La foto

8 Luglio 2014

La Pinna Nobilis scoperta dai sub dell’Orsa Maggiore: esemplare di 30 centimetri

ROCCA SAN GIOVANNI. È una delle meraviglie del Mediterraneo, indicatore di purezza delle acque, tra le specie a rischio estinzione e inserita a pieno titolo nella lista “rossa” della direttiva Habitat della Comunità europea (43/1992) che ne vieta la raccolta, l’uccisione, la detenzione, la commercializzazione e perfino l’esposizione a fini commerciali. Si tratta della Pinna Nobilis, meglio nota come “nacchera” a causa della sua conformazione che ricorda lo strumento musicale spagnolo, il mollusco più grande del Mediterraneo che è stato scoperto, non senza una grandissima sorpresa, nel mare di Rocca San Giovanni dai sub dell’associazione Orsa Minore Sub Lanciano.

x

«La Pinna Nobilis», spiega l’associazione che, oltre alle attività sportive si occupa di promuovere la cultura del rispetto del mare e dell’ambiente, «è diventata abbastanza rara nelle nostre acque per colpa della distruzione del suo habitat dovuto all’inquinamento e a pescatori poco accorti. La scoperta di questo esemplare rappresenta un evento eccezionale, tanto più se avvenuta a Rocca San Giovanni dove negli anni ’60 era molto comune scorgerla tra le praterie di Posidonia, in mezzo alle quali in genere trova nutrimento e protezione».

La scoperta, in un luogo che resta segreto per evitare che qualche malintenzionato o curioso danneggi il prezioso mollusco, è stata fatta nelle prime ore di domenica mentre i sub dell’Orsa Minore erano impegnati in attività di biologia marina. Il mollusco, che può raggiungere fino a 120 centimetri di grandezza, è formato da due conchiglie e predilige baie più o meno chiuse, protette e poco profonde fino a un massimo di 40 metri. L’habitat della Pinna Nobilis è costituito da fattori come buone condizioni di luminosità, acqua fondamentalmente pulita, lievi variazioni stagionali della salinità, temperature moderate e solitamente una corrente regolare con nutrimento a sufficienza. La nacchera si nutre e respira facendo passare l’acqua all’interno del proprio corpo tramite un sifone, detto “inalante”, poi espulsa tramite un altro sifone detto “esalante”. Talvolta ospita nella conchiglia dei piccoli crostacei con i quali vive in simbiosi.

L’associazione Orsa Minore Sub attiverà un monitoraggio per quantificare la presenza del mollusco e proteggerlo nel suo ambiente elettivo.

Daria De Laurentiis

©RIPRODUZIONE RISERVATA