Ecco la maxi cozza di Rocca San Giovanni: annuncia il mare pulito / La foto

La Pinna Nobilis scoperta dai sub dell’Orsa Maggiore: esemplare di 30 centimetri
ROCCA SAN GIOVANNI. È una delle meraviglie del Mediterraneo, indicatore di purezza delle acque, tra le specie a rischio estinzione e inserita a pieno titolo nella lista “rossa” della direttiva Habitat della Comunità europea (43/1992) che ne vieta la raccolta, l’uccisione, la detenzione, la commercializzazione e perfino l’esposizione a fini commerciali. Si tratta della Pinna Nobilis, meglio nota come “nacchera” a causa della sua conformazione che ricorda lo strumento musicale spagnolo, il mollusco più grande del Mediterraneo che è stato scoperto, non senza una grandissima sorpresa, nel mare di Rocca San Giovanni dai sub dell’associazione Orsa Minore Sub Lanciano.

«La Pinna Nobilis», spiega l’associazione che, oltre alle attività sportive si occupa di promuovere la cultura del rispetto del mare e dell’ambiente, «è diventata abbastanza rara nelle nostre acque per colpa della distruzione del suo habitat dovuto all’inquinamento e a pescatori poco accorti. La scoperta di questo esemplare rappresenta un evento eccezionale, tanto più se avvenuta a Rocca San Giovanni dove negli anni ’60 era molto comune scorgerla tra le praterie di Posidonia, in mezzo alle quali in genere trova nutrimento e protezione».
La scoperta, in un luogo che resta segreto per evitare che qualche malintenzionato o curioso danneggi il prezioso mollusco, è stata fatta nelle prime ore di domenica mentre i sub dell’Orsa Minore erano impegnati in attività di biologia marina. Il mollusco, che può raggiungere fino a 120 centimetri di grandezza, è formato da due conchiglie e predilige baie più o meno chiuse, protette e poco profonde fino a un massimo di 40 metri. L’habitat della Pinna Nobilis è costituito da fattori come buone condizioni di luminosità, acqua fondamentalmente pulita, lievi variazioni stagionali della salinità, temperature moderate e solitamente una corrente regolare con nutrimento a sufficienza. La nacchera si nutre e respira facendo passare l’acqua all’interno del proprio corpo tramite un sifone, detto “inalante”, poi espulsa tramite un altro sifone detto “esalante”. Talvolta ospita nella conchiglia dei piccoli crostacei con i quali vive in simbiosi.
L’associazione Orsa Minore Sub attiverà un monitoraggio per quantificare la presenza del mollusco e proteggerlo nel suo ambiente elettivo.
Daria De Laurentiis
©RIPRODUZIONE RISERVATA

