Ecco la targa dedicata a Norma Cossetto

Cerimonia nel Giorno del Ricordo, lettera dei familiari al sindaco: «Così si capisce l’orrore patito»
CHIETI. «Siamo figli di due esuli istriani e familiari di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana gettata viva in una foiba dopo essere stata stuprata e torturata dai partigiani comunisti italoyugoslavi». Comincia così la lettera di Diana Cossetto, cugina di Norma, inviata al Comune. La lettera è stata letta ieri durante la cerimonia per il Giorno del Ricordo in largo Martiri delle Foibe: nel giardino è stata scoperta una targa dedicata alla studentessa trucidata nei pressi della foiba di Villa Surani e Medaglia d’Oro al Valor Civile. Alla commemorazione, con il sindaco Umberto Di Primio e il consigliere Marco Di Paolo, hanno preso parte il prefetto di Chieti, Giacomo Barbato, il questore Ruggiero Borzacchiello, i vertici delle forze dell’ordine, associazioni di carabinieri, polizia e soccorso, delegazioni di studenti dell’istituto comprensivo 3 e del Galiani-De Sterlich, rappresentanti dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia del comitato provinciale di Pescara, con il suo presidente Mario Diracca. «Una pagina della storia del ’900 per troppi anni dimenticata», ha detto il sindaco Di Primio nel suo intervento. All’amministrazione è andato il ringraziamento dei familiari di Cossetto: «Dopo un lunghissimo vuoto di informazione», recita la lettera, «raccogliamo l’abbraccio simbolico e la comprensione di buona parte delle istituzioni e degli italiani. E questa iniziativa ne è il tangibile esempio».

