Ecco la tassa di soggiorno Si pagherà da novembre

11 Agosto 2018

Il consiglio comunale approva l’imposta sui turisti. Esenti studenti, disabili e bambini  Micomonaco (FI): «Nel corso del 2017 quasi 100mila persone hanno visitato Chieti»

CHIETI. Entrerà in vigore soltanto da novembre, e non da agosto come aveva sperato il sindaco Umberto Di Primio, ma almeno non si dovrà aspettare l’anno prossimo, come aveva chiesto e in un primo momento ottenuto il consigliere del Gruppo misto Stefano Rispoli. Riuscendo ad arginare quanto più possibile il dissenso, interno ed esterno, il sindaco ha finalmente fatto approvare nel consiglio comunale di ieri la nuova tassa di soggiorno. «Adesso», spiega l’assessore al turismo Antonio Viola, «dovremo attendere che la giunta approvi con una successiva delibera le tariffe e poi dovranno passare 60 giorni perché la tassa entri in vigore. A questo punto ritengo di poter prevedere che la tassa inizierà a essere pagata dal primo novembre». È certo, comunque, che i 40mila euro previsti dall’applicazione della tassa dal primo agosto in poi, non arriveranno dunque nelle casse disastrate del Comune.
«Dopo ostruzionismi e inutili polemiche finalmente è stata approvata l’introduzione dell’imposta», commenta il presidente della quinta commissione (Sport, turismo, cultura e manifestazioni) Maura Micomonaco, «il cui gettito economico sarà destinato a migliorare la ricezione e la promozione turistica della città. Le polemiche susseguitesi in queste settimane non colgono i dati reali del flusso turistico della città che, solo per l’anno 2017, come riporta il Dipartimento turismo della Regione Abruzzo, vede una presenza di 99.514 persone tra stranieri e italiani in strutture alberghiere cittadine. Il gettito economico proveniente dall’attivazione dell’imposta non potrà, dunque, che migliorare, attraverso eventi, cartellonistica e arredo urbano l’attrattività della città su cui l’amministrazione sta lavorando da tempo». Dall’opposizione, invece, molti hanno storto il naso sull’impiego delle future risorse. «La tassa servirà a garantire il decoro urbano», dice Bruno Di Paolo (Giustizia Sociale), «non per migliorare l’attrattività turistica della città. Siamo alle solite: il Comune senza più soldi pensa a cose che dovrebbe garantire con l’ordinaria amministrazione. E non fa nulla per il turismo». Il capogruppo dell’Altra Chieti Enrico Raimondi ha invece chiesto di destinare i proventi derivanti dalla tassa alla «manutenzione dei siti archeologici, previo accordo con la Soprintendenza». Ma la proposta è stata rigettata.
La tassa di soggiorno verrà pagata dai turisti solo per i primi 5 giorni. Le tariffe sono tra le più basse d’Italia: 1 euro per le strutture alberghiere a 4 stelle e 70 centesimi per le altre strutture ricettive. Il regolamento prevede una serie di esenzioni: non pagano i bambini al di sotto dei 6 anni; coloro che praticano terapie riabilitative in strutture sanitarie teatine e coloro che li assistono; i disabili con invalidità al 100% e i loro accompagnatori; i giovani fino a 30 anni che pernottano negli ostelli; gli studenti universitari di età non superiore a 26 anni che alloggiano in strutture, pensionati e residenze universitarie; le persone ospitate nelle strutture ricettive su disposizione dell’autorità pubblica a causa di particolari situazioni di emergenza; i volontari che offrono il proprio servizio in città in occasione di emergenze ambientali. Pagano, invece, le strutture che danno accoglienza ai migranti, purché non siano organizzazioni senza scopo di lucro, come quella di suor Vera D’Agostino a Brecciarola.
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