Ecco le case per i bisognosi: via al progetto del Comune

L’assessore Maretti: «Vogliamo contrastare situazioni di estrema povertà» L’ente assicurerà per un anno anche il pagamento delle spese per utenze e cibo
CHIETI. Un avviso pubblico per venire incontro a chi non può permettersi neanche una casa dove stare. L’amministrazione comunale ha appena pubblicato un bando per individuare un partner che voglia portare avanti insieme al Comune un progetto di contrasto all’estrema povertà. Il bando si rivolge a società del terzo settore che operano in questo campo. Il progetto prevede che il Comune metta a disposizione tre appartamenti e per almeno un anno paghi le spese delle utenze, per i generi alimentari, quelle sanitarie e formative e anche gli operatori che seguiranno l’iniziativa. Ai senzatetto, che potranno anche coabitare negli appartamenti, viene assicurata non solo una casa, ma anche persone per seguirli con l’obiettivo di farli tornare a essere capaci di andare avanti da soli.
«A disposizione di questo progetto abbiamo 47.390 euro», dice l’assessore alle politiche sociali Mara Maretti, «la copertura finanziaria è assicurata dalle risorse assegnate dallo Stato, grazie al decreto del 18 maggio 2018 del ministero del Lavoro e delle politiche sociali. L’housing first, modello innovativo di intervento per il contrasto alla grave marginalità sociale, in Italia è già stato sperimentato in altri comuni. A Chieti è la prima volta. Noi partiamo con tre appartamenti, ma possiamo in futuro anche aumentarne il numero. A richiedere i fondi è stata la precedente amministrazione. Le persone che occuperanno gli appartamenti saranno affiancate e sostenute da un servizio di tutoring sociale, con l’obiettivo di farle uscire dalla condizione di povertà. Noi abbiamo deciso di procedere attraverso un avviso aperto a tutte le società no-profit che ci propongano un progetto con questo scopo».
Nei tre appartamenti saranno accolte, si legge nell’avviso, «persone senza fissa dimora stanziali, persone o nuclei famigliari con sfratto esecutivo e in condizioni di disagio socio-economico costrette ad allontanarsi dai propri cari o dalla propria abitazione, donne vittima di violenza seguite dal centro antiviolenza territoriale, padri separati in emergenza abitativa ed economica». L’obiettivo è «reintegrarsi nel tessuto sociale attraverso l’immediato inserimento in abitazione come punto di partenza di un percorso di reintegrazione». Il bando si rivolge a organizzazioni no-profit che presentino un progetto che, recita l’avviso, «dovrà riguardare l’organizzazione e la gestione delle modalità di accoglienza, a diversa intensità assistenziale». Si va infatti dall’accoglienza emergenziale a quella prolungata. «Sono ammessi a partecipare i soggetti del terzo settore no-profit iscritti agli albi di riferimento nella fase transitoria per l’operatività del Registro unico nazionale del terzo settore, in forma singola o riuniti in associazione temporanea di scopo». Il bando scade il 15 giugno. I criteri di valutazione delle istanze assegnano 60 punti alla proposta del modello operativo progettuale e gestionale e 40 ai servizi aggiuntivi e migliorie a carico del partner.
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