Ecco le crepe ai muri fotografate dai ragazzi

Scuole sicure: le immagini che pubblichiamo dicono il contrario
CHIETI. Sicurezza nelle scuole, certificazioni che ne attestino l’agibilità e che la Provincia richieda subito i fondi regionali destinati ad adeguamenti anti-sismici per gli istituti scolastici: questi sono i motivi principali che hanno spinto circa 2000 alunni di tutte le scuole superiori della città a scendere in piazza questa mattina, eccezion fatta per il liceo Scientifico Masci. Dopo gli eventi sismici dello scorso 30 ottobre, l’allarme “sicurezza” lanciato dagli studenti continua a risuonare. È stato proprio il Masci ad iniziare le azioni di protesta e interlocuzioni con la Provincia più di una settimana fa: chiedevano più manutenzione, attestati di agibilità della loro sede del Seminario Regionale San Pio X, nuovi sistemi di sicurezza e più celerità nei tempi per il loro trasferimento nell’ex caserma Berardi, dove tutto il liceo (compresa la sede ora allo Scalo) verrà riunito.
Un corteo quello di questa mattina che partirà alle 9 da piazza San Giustino, proseguirà in via Pollione verso piazza Valignani e si dirigerà lungo il Corso, approderà in piazza Trinità e poi farà dietro front per raggiungere ancora una volta il palazzo della Provincia. I rappresentanti di ogni istituto andranno ad interloquire con gli addetti ai lavori e porteranno le richieste degli studenti: in primis svolgere indagini approfondite sullo stato dei loro luoghi di studio. Siamo andati allora a vedere quali disagi gli studenti stanno riscontrando nel corso del tempo e che hanno spinto tutti a scendere in piazza, anche al di là del terremoto passato, ma che ha riportato al centro del dibattito pubblico lo stato in cui vertono gli edifici scolastici.
ITIS LUIGI DI SAVOIA. Così alcuni studenti: «Abbiamo bisogno di un piano di evacuazione e di aule a norma. In alcune ci sono finestre rotte e intonaco che cade. Per altro le ispezioni della provincia dopo il 30 ottobre sono state solo visive». Gravi danni a causa del terremoto di fatto non si riscontrano, ma la questione è più ampia. Si tratta del problema perenne della qualità dell’edilizia scolastica: «C’è stato detto che la scuola non sarebbe in grado di reggere un’evacuazione generale, crollerebbero solai e scale» dicono gli studenti e il rappresentante Angelo Pellegrini ricorda: «La nostra scuola ha problemi strutturali. Ci sono delle certificazioni rilasciate dalla Provincia, ma una semplice prova visiva non vale la vita di una persona».
Ma dai piani alti rassicurano: «Abbiamo fatto dei sopralluoghi con tecnici dell’ente provinciale e il verbale del 31 ottobre è inserito sul nostro sito» dicono alcuni professori «abbiamo predisposto prove di evacuazione per blocchi, ma non ci sono problemi particolari. Stiamo intervenendo per adeguamenti non strutturali».
LICEO ARTISTICO. Il rappresentante Leonardo Tusè: «Le aree di raccolta in caso di pericolo sono inadeguate. Si trovano fra i palazzi vicini e non garantiscono la nostra incolumità. Non abbiamo certificazioni di agibilità né di vulnerabilità.
E anche le prove di evacuazione devono svolgersi in modo più assiduo, contando che abbiamo crepe pregresse sui muri».
LICEO CLASSICO G.B.VICO. Anche qui la questione dura ormai da decenni: «Abbiamo inviato moltissime richieste alla Provincia, l’ultima il 27 settembr, per una planimetria, la messa a terra della rete elettrica e vulnerabilità sismica. Ma non ci è pervenuta nessuna risposta, neppure per crepe pregresse. Provvederemo, tuttavia, con le prove di evacuazione, ma vogliamo delle certificazioni» dice il rappresentante Giorgio Ferretti.
ITCG GALIANI-DE STERLICH. La preside Candida Stigliani: «La Provincia ha fatto dei controlli, non risultano problemi. Alcuni pilastri portanti sono stati controllati dopo il passato terremoto di San Giuliano, per questo risultano apparentemente danneggiati, ma la scuola non ha problemi di staticità». E prosegue: «La protesta degli studenti è fuori luogo, ma è legittima. C’è di certo bisogno di manutenzione, ma per quanto riguarda prove di evacuazione e sicurezza abbiamo messo su uno staff di ingegneri, architetti, geologi e geometri che sono a disposizione anche per altri istituti per tutta la prossima settimana gratuitamente». E Silvio Conte, rappresentante degli studenti, ricorda: «Qui abbiamo ancora i bagni turchi, mancano le porte e i pannelli dei sanitari. Ci sono problemi strutturali che vanno risolti, vogliamo certificazioni valide. Non bastano i controlli a vista».
MAGISTRALE GONZAGA, a parlare sono le rappresentanti Laura Capuzzi e Francesca Cecere: «Ci sono danneggiamenti pregressi al terremoto del 30, ma siamo al fianco delle scuole con maggiori difficoltà perché non vengono richiesti fondi per adeguamenti e non c’è trasparenza sulle certificazioni. Nel nostro istituto mancano gli allarmi e le prove di evacuazione vengono fatte senza regolarità».
IPSIA POMILIO, così il rappresentante Luca Comune: «C’è un’indifferenza totale rispetto al problema dell’edilizia scolastica. Dai fondi regionali previsti per l’adeguamento anti-sismico che non arrivano, alla mancanza di certificazioni. La scuola non presenta gravi problemi, ma al di là dei particolarismi vogliamo tenere vivo il dibattito su una questione così importante».

