Ecco le pietre simbolo della Shoah

5 Gennaio 2019

Saranno installate in largo San Giovanni per ricordare le vittime del nazifascismo

LANCIANO. Arrivano in città le “pietre d’inciampo” per ricordare le vittime della persecuzione nazifascista. Lanciano entra a far parte del progetto internazionale della memoria promosso dall’artista tedesco Gunter Demning e che vede coinvolte numerose città. Sono oltre 56mila le pietre d’inciampo già installate in tutta Europa. Si tratta di piccole lastre di ottone incise, poste su comuni sampietrini e incorporate nel selciato stradale delle città, in prossimità dei luoghi dove le vittime della persecuzione nazifascista vissero e dove, in molti casi, ebbe inizio la loro deportazione. Un simbolo discreto - sono pietre che diventano monumento senza emergere dalla terra - ma allo stesso tempo forte per ricordare le vittime della Shoah, tanto che a Roma lo scorso dicembre ne sono state divelte e rubate venti. Lanciano dedicherà quattro pietre d’inciampo alla famiglia Grauer, di origine polacca, che da Trieste si spostò al centro-sud. Papà Samuel, mamma Rosa Jordan e i figli Marco e Tito, quest’ultimo nato a Lanciano il 4 febbraio 1942, vennero arrestati in città il 30 ottobre 1943 e, dopo vari trasferimenti a Chieti, L’Aquila, Bagno a Ripoli (Firenze) e Milano, vennero deportati ad Auschwitz il 30 gennaio 1944. La famiglia Grauer giunse ad Auschwitz con il convoglio n. 6, il 6 febbraio 1944. Lo stesso giorno morirono Tito e Marco. Del papà e della mamma, invece, non si conoscono né la data né il luogo della morte. Le quattro pietre, in tedesco Stolpersteine, inciampo metaforico nella memoria dell’Olocausto, saranno collocate in largo San Giovanni il 16 gennaio. L’iniziativa è partita dal collegio docenti del liceo scientifico ed è stata condivisa dal Comune di Lanciano. In questi mesi gli studenti del Galilei hanno lavorato al progetto e il 16 saranno protagonisti di una giornata della memoria che vedrà in città lo stesso Gunter Demning per la posa delle quattro pietre d’inciampo. «L’educazione alla memoria è il mezzo per condurre i giovani verso una cittadinanza attiva e partecipata», è la convinzione dell’amministrazione comunale. Lanciano sarà la quarta città in Abruzzo ad entrare nel progetto delle pietre d’inciampo: ne fanno già parte L’Aquila, Chieti e Teramo.
Stefania Sorge