EcoLan, aumentano i costi con i positivi

La società gestisce i rifiuti di 1.175 malati. Ranieri: «Spesi 100mila euro in 4 mesi solo per il Covid»
LANCIANO . Con l’aumento esponenziale dei contagi delle ultime settimane, è cresciuto anche l’impegno della EcoLan nell’affrontare il servizio di raccolta e trattamento dei rifiuti prodotti dai cittadini e famiglie in quarantena perché positivi al Covid-19. Si tratta di rifiuti speciali che vanno trattati con una procedura particolare che necessita di personale dedicato per due ritiri a settimana. Fino a martedì il totale dei contagiati nei 71 Comuni serviti dalla EcoLan è di 1.175 e 583 utenze. A guidare la triste classifica c’è Lanciano che ha quadruplicato perfino i contagi del precedente lockdown: EcoLan deve gestire attualmente 363 positivi per 180 utenze totali.
«I numeri sono diversi da quelli forniti dai Comuni e dalla Asl», spiega il presidente della spa dei rifiuti, Massimo Ranieri, «perché le comunicazioni ci arrivano con qualche giorno di ritardo. Inoltre anche se un’utenza si negativizza, dobbiamo comunque ritirare i rifiuti accumulati in qualche giorno e per noi si tratta a tutti gli effetti di rifiuti Covid». Per il servizio EcoLan ha predisposto 5 dipendenti su tutto il territorio. Il loro lavoro è molto delicato e non privo di stress e difficoltà: «Gli operatori, che ringrazio per l’impegno e la professionalità dimostrati, sono dotati di tute, mascherine ffp3 e guanti. Prima di arrivare nelle case l’operatore chiama le utenze per far mettere il pattume fuori dall’abitazione. Spesso l’operatore sale fino al piano dell’appartamento interessato, proprio per evitare rischi a chi vive nello stesso stabile». E aumentano anche i costi. La società pubblica ha calcolato un costo di 20 euro a settimana per ogni utente positivo. E considerando che la positività resiste per circa tre settimane i conti sono presto fatti.
«Nel corso della seconda ondata», rimarca Ranieri, «da settembre a dicembre 2020 solo per il Covid abbiamo speso 100mila euro. A seguito di accordi con i sindaci soci stiamo trasmettendo le rendicontazioni, non le fatturazioni, ai Comuni in modo che gli enti possano attivarsi per ricevere finanziamenti da governo o protezione civile. I dati vengono inviati alla Regione. Secondo il nuovo metodo di tariffazione Arera, infatti, per il 2022 si dovrebbero calcolare i costi sostenuti nell’anno precedente, che di fatto rischiano di finire sulla Tari. Per questo stiamo allertando i Comuni a cercare soldi extra. Il nostro impegno è imponente, con sforzi economici e umani enormi». (d.d.l.)
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