Ecolan, chiesto il processo per le consulenze sospette

21 Giugno 2016

Lanciano, nuove accuse contro gli ex amministratori della società dei rifiuti Il pm ipotizza l’abuso per gli incarichi al direttore. Ma il gup decide nel 2017

LANCIANO. Ancora problemi con la giustizia per l’ex Cda dell’Ecolan e l’ex presidente Gianpanfilo Tartaglia che rischiano un processo dopo quello già in corso davanti al collegio per abuso di ufficio per aver conferito incarichi legali in modo illegittimo. Questa volta l’ex procuratore capo Francesco Menditto, prima di lasciare Lanciano, ha chiesto il rinvio a giudizio. L’udienza davanti al Gup è stata però fissata per il 13 febbraio 2017 e riguarda l’ex presidente Tartaglia, gli ex consiglieri Guerino Caporale, Sabatino Di Carlo, Riccardo Di Deo Iurisci, Orazio Martelli e il direttore amministrativo Giulio Stifani.

L’accusa è ancora di concorso in abuso d’ufficio per aver affidato consulenze amministrative esterne, a Stifani, secondo il pm in modo illegittimo. Sarà poi il gup a decidere per un eventuale rinvio a giudizio, un altro processo o meno. Per la procura il conferimento degli incarichi esterni in modo non consono alle leggi e ai regolamenti ha coinvolto ben tre Cda della società che si occupa di rifiuti: tante sono le inchieste fatte su questo problema. La prima, nata nel 2013,ha riguardato l’ex cda del Consorzio rifiuti, poi diventato Ecolan, finita a processo che ora è in cassazione. Poi due inchieste sull’ ex Ecolan presieduta da Tartaglia, la prima è ora a processo dinanzi al collegio, la seconda inchiesta è questa appena chiusa per gli incarichi dati a Stifani, prorogati per anni e assai costosi per l’ente. L’incarico dato a Stifani era per «lo studio, la consulenza giuridico amministrativa e lo svolgimento attività, come ad esempio fare il segretario nelle riunioni del Cda e delle assemblee» e doveva essere di 6 mesi. Invece è andato avanti dal novembre 2009 fino al marzo 2013 quando il Cda è decaduto. Quattro 4 anni di proroghe che per l’accusa sono valse a Stifani «un ingiusto guadagno di 193.000 euro».

Per l’accusa infatti ebbe l’incarico con la delibera del 12 novembre 2009 di 6 mesi, poi solo proroghe con altre 4 delibere.

Come evidenziato da Menditto l’inchiesta è simile a quella fatta anni prima a Giacomo Nicolucci, ex consulente legale dell’allora Consorzio rifiuti che percepiva però uno stipendio tre volte inferiore a quello di Stifani, che è stato assolto in primo grado e condannato a sei mesi in appello. Ora spetterà al giudice per le udienze preliminari il 13 febbraio 2017 a decidere se rinviare a giudizio i 6 imputati o prosciogliergli da ogni accusa.

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