Economia di comunione, l’esperienza degli enti no profit

24 Novembre 2017

VASTO. Si è tenuto lo scorso venerdì nel Centro servizi culturali, il sesto modulo del primo corso di Economia civile e di comunione in Abruzzo. All’incontro, presente la professoressa Sabrina Bonomo...

VASTO. Si è tenuto lo scorso venerdì nel Centro servizi culturali, il sesto modulo del primo corso di Economia civile e di comunione in Abruzzo. All’incontro, presente la professoressa Sabrina Bonomo che ha relazionato su “mission e vision delle organizzazioni civili (imprese ed enti a movente ideale)”. Gli enti no profit hanno il fine di perseguire il bene comune e quindi mettono al centro la persona, ma per perseguire al meglio i loro obiettivi non possono prescindere dalla logica dell’efficienza e della economicità.
«L’imprinting delle aziende economiche», dicono gli organizzatori del corso, «viene dato da titolari, fondatori e manager che dovrebbero riuscire a coordinare i loro collaboratori come in un’orchestra. Quando le persone sono felici riescono a lavorare meglio, a essere più produttivi e a essere più creativi».
L’incontro si è concluso con degli esempi di imprese no profit che sono riuscite a essere efficienti ed economiche perseguendo il bene comune. Uno di questi è il “5020”, un’azienda che è nata per conciliare le esigenze dei manager cinquantenni licenziati dal sistema produttivo e che nessuno voleva più e i ventenni senza esperienza che nessuno era disposto a formare. Hanno creato dei team combinando le due categorie e offrendo queste competenze alle altre aziende e oggi è diventata una realtà di servizi molto efficiente e produttiva di profitti.