Ed ecco le richieste di risarcimento

14 Ottobre 2021

La Asl vuole 5 milioni di euro, chiedono i danni anche i parenti di un malato morto

CHIETI. La Asl Lanciano Vasto Chieti, assistita dall’avvocato Barbara D’Angelosante, ha chiesto un risarcimento complessivo di 5 milioni di euro agli otto imputati dell’inchiesta sugli appalti pilotati. Si sono costituiti parte civile e chiedono il risarcimento dei danni anche i parenti di Felice Bosica, un paziente di 59 anni morto all’ospedale di Chieti a causa, secondo l’accusa, delle «scelte di trattamento del tutto incongrue» dell’ex primario Gabriele Di Giammarco e del cardiochirurgo Tomaso Bottio. I familiari della vittima, ovvero tre fratelli e sei nipoti, sono assistiti dagli avvocati Goffredo Tatozzi, Italo Colaneri, Cristina Di Renzo, Alessandro Mascitelli e Angelo Pettinella.
«Disperato». Così Di Giammarco, senza sapere di essere intercettato, definiva Bosica. Ma il primario, sempre per l’accusa, non si riferiva alla condizione clinica dell’uomo, bensì «a quella socio-economica», considerando che – a suo dire – non c’erano da temere azioni giudiziarie perché il paziente non era neppure sposato. Più nel dettaglio, secondo il giudice per le indagini preliminari, «le aspettative di vita appaiono essere state apertamente sacrificate alle ragioni delle relazioni personali e commerciali, del prestigio professionale e degli interessi economici del primario e dei suoi referenti imprenditori».
Gli imputati sono difesi dagli avvocati Cristiano Sicari, Guglielmo Marconi, Gianfranco Iadecola, Leonello Brocchi, Emanuele Fragasso, Tommaso Marchese, Vincenzo Di Girolamo, Danilo Di Rocco, Emanuele Calista, Claudia Tambone, Renato Perticarari e Andrea Netti. (g.let.)