Ed è lite per gli accorpamenti delle scuole

17 Ottobre 2024

La Provincia di Chieti attacca la Regione: «Perché chiede sacrifici solo a noi e non a Pescara?»

CHIETI. Sul dimensionamento scolastico è corsa contro il tempo: si cercano 4 istituzioni scolastiche da tagliare anzi 5, se verrà accolta la retromarcia sul dimensionamento scolastico degli istituti comprensivi 1 e 7 di Pescara attuato a partire dal primo settembre di quest’anno. Questo è emerso dal tavolo tecnico inter istituzionale per l’anno scolastico 2025/26, che si è svolto ieri mattina a Pescara tra l’assessore regionale all’istruzione Roberto Santangelo con i rappresentanti di 3 province su 4 (assente L’Aquila), dell’Anci, degli Uffici scolastici regionali e provinciali, delle organizzazioni sindacali rappresentative della scuola. Almeno per il momento, solo la provincia di Teramo ha presentato l’ipotesi di soppressione delle dirigenze scolastiche del liceo “Grue” di Castelli e dell’istituto comprensivo di Civitella-Torricella. La Regione deve portare a compimento 11 dimensionamenti previsti e ne sono stati fatti 7. La proposta dà a Chieti 4 dimensionamenti, 3 a Teramo, 2 all’Aquila e uno a Pescara. Sui numeri è stato scontro.
«La ratio della legge sul dimensionamento è tutelare le aree interne», ha affermato Massimo Tiberini, sindaco di Casoli e delegato per la provincia di Chieti. «Noi», continua, «abbiamo già dato nel passato; perché si chiede un ulteriore sacrificio a Chieti, perché ci deve essere questa disparità con Pescara? Abbiamo ribadito un no deciso all’accorpamento del Marchitelli di Villa Santa Maria e l’istituto comprensivo di Quadri, e dell’istituto comprensivo di Castel Frentano e comprensivo d’Annunzio di Lanciano». Contrarietà è stata espressa anche dalla Cisl Scuola Abruzzo Molise.
«I rappresentanti regionali», sostiene il segretario generale Davide Desiati, «dovrebbero ottenere il giusto riconoscimento del particolare territorio regionale, che prima della modifica della norma godeva largamente delle deroghe ai limiti numerici proprio perché riconosciute come scuole di montagna». Adesso si deve aspettare il prossimo tavolo tecnico, convocato per i primi di novembre, nel quale la Regione aspetta le proposte dalle Provincie. E si torna nuovamente da capo.
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