Edilizia in crisi nera Qual è la causa? Le gare al ribasso
CHIETI. Cinquemila lavoratori in meno impiegati nel comparto edile della provincia e mille imprese del settore chiuse. Il tutto negli ultimi cinque anni. L’edilizia locale è in ginocchio e...
CHIETI. Cinquemila lavoratori in meno impiegati nel comparto edile della provincia e mille imprese del settore chiuse. Il tutto negli ultimi cinque anni. L’edilizia locale è in ginocchio e Gianfranco Reale, segretario regionale Filca Cisl Abruzzo e Molise, sferza le istituzioni e propone la sua ricetta anticrisi. «E’ importante avviare le opere già cantierabili, nel contempo è necessario rivedere le regole di aggiudicazione degli appalti, sia pubblici che privati. In tal senso occorre eliminare il criterio del massimo ribasso e introdurre il criterio di congruità. Bisogna introdurre la patente a punti per le imprese e creare una “white list” così da evitare che le imprese regolari subiscano la concorrenza sleale». Che invece continua a materializzarsi nell’aggiudicazione degli appalti. Vince chi garantisce i lavori al minor costo possibile. Un problema per le ditte edili serie che, peraltro, sono costrette a fronteggiare l’aumento del lavoro nero che ha superato il 60% del mercato complessivo.
Davvero troppo per la Filca Cisl che lancia l’allarme rosso in base ai numeri forniti dalla Cassa Edile della provincia di Chieti. «Mille imprese hanno chiuso i battenti e cinquemila lavoratori sono rimasti senza un impiego. E’ fondamentale- spiega Reale- ripartire dalla crisi in atto per dare nuovo slancio all’economia locale attraverso un’edilizia di qualità».(j.o.)

