Ele, troppi lati oscuri La famiglia insiste: «Chi c’era con lei?»

L’avvocato Benguardato e il no all’archiviazione delle indagini «Qualcuno le ha procurato l’acqua nei giorni sotto il ponte»
VASTO. È probabile che vengano prese entro la prossima settimana le decisioni del giudice per le indagini preliminari sulla morte di Eleonora Gizzi. Niente e nessuno potrà restituire la ragazza ai familiari e a chi le voleva bene, ma i genitori invocano chiarezza sulle ultime ore di vita dell’insegnante di musica e soprattutto vogliono sapere se qualcuno può aver indotto Eleonora al suicidio. Per questo confidano nel prosieguo delle indagini. «Ci sono molti particolari da chiarire», insiste l’avvocato Federica Benguardato, legale dell’associazione Penelope, sodalizio nazionale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse, che rappresenta anche Italo Gizzi, il padre di Eleonora. Il legale ha presentato al gip Anna Rosa Capuozzo, la richiesta di ulteriori indagini opponendosi così alla proposta di archiviazione del caso avanzata dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani. L’ipotesi di reato è istigazione al suicidio.
«Poche ore dopo la scomparsa di Eleonora», ricorda l’avvocato Benguardato, «un tecnico della società autostrade vide una persona che dormiva sotto il ponte in cui furono ritrovati a distanza di mesi i poveri resti della educatrice. Un altro testimone parla di una figura femminile vista camminare in quel punto senza gli stivaletti ma solo con i calzini. Accanto al corpo di Eleonora venne trovato uno dei suoi stivaletti con un dna maschile», spiega il legale. «Lo stesso Dna fu rinvenuto in una maglietta. I parametri di quel Dna indicano una razza diversa da quella europea. Qualche cittadino aveva segnalato l’avvistamento di Eleonora con una persona di colore. Eleonora si è lasciata morire ma se davvero c’era una persona con lei, perché l’ha lasciata morire di inedia e non ha dato l’allarme?», chiede l’avvocato Benguardato. E ancora: «La ragazza era depressa ma chi era con lei potrebbe avere contribuito ad accrescere la sua angoscia impedendole di tornare a casa», aggiunge il legale.
Ma sono molti altri a giudizio della famiglia di Eleonora i particolari che vennero trascurati. «Eleonora non può essere sopravvissuta senza bere. Qualcuno le ha procurato dell’acqua. Italo Gizzi e la moglie attendono con fiducia le decisioni del Gip», dice l'avvocato. L’associazione Penelope prese a cuore la vicenda da subito mettendosi a disposizione della famiglia Gizzi in maniera gratuita. «Che venga fatta chiarezza sulle ultime ore di vita di Eleonora è una legittima oltre che comprensibile richiesta della famiglia», insiste l’avvocato.
Paola Calvano
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