Elettrodotto, i contrari tornano in strada

28 Novembre 2014

A Lanciano manifestazioni a Sant’Onofrio e Cerratina, a Paglieta nella zona vicina alla Sevel

LANCIANO. Proseguono le contestazioni contro l’elettrodotto Villanova-Gissi da parte di associazioni, cittadini e proprietari dei terreni che dovranno ospitare i lavori della società Terna.

In questi giorni a residenti e proprietari stanno arrivando i decreti di esproprio dei loro possedimenti dove ci sono scritti giorno e ora dell’arrivo dei tecnici di Terna per l’effettiva immissione in possesso dei terreni.

La protesta punta proprio a rallentare l’arrivo dei lavori in attesa che si arrivi a un pronunciamento da parte dei tribunali dove ci sono ancora cause pendenti e da parte del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso che ha promesso ai rappresentanti del “No elettrodotto” di 16 comuni abruzzesi, di valutare attentamente la situazione anche dal punto di vista legale.

A Lanciano le manifestazioni di protesta si stanno ripetendo nelle contrade di Sant’Onofrio e Cerratina mentre si alza il fronte del no anche a Sant’Eusanio, Castel Frentano, Atessa e Paglieta. «È importante restare compatti e decisi in questa fase», fa appello Orlando Volpe, esponente dell’associazione Nuovo Senso Civico, «i proprietari dei terreni non si spaventino e non indietreggino di fronte alla prospettiva di denunce e procedimenti penali. Di fatto, così come ci hanno riferito i nostri avvocati, la denuncia può arrivare solo in una seconda fase, ovvero quando la società viene ad intimare un secondo esproprio di tipo coatto. In questo momento dobbiamo puntare a rallentare il più possibile i lavori».

Presenti nei vari picchetti e presidi sui terreni anche il Cast, Comitato ambiente salute e territorio, che per primo ha avviato la battaglia contro l'elettrodotto e i collettivi Zona 22 di San Vito e Uallò Uallà di Lanciano.

Anche a Paglieta 200 persone con striscioni, cartelli, trattori hanno bloccano l’ingresso di Terna spa su quei terreni dove dovrebbero essere installati i piloni dell’elettrodotto Villanova-Gissi. «Quindi non possiamo entrare?»: questa è la domanda che l’incaricato Terna ha fatto ai proprietari dei terreni presenti alla manifestazione. «Qua non si entra, proprietà privata ve ne dovete andare», questa è stata la risposta. A questo punto, prima che i manifestanti applaudissero al grido: «Ve ne dovete andare, a casa, via, via, la nostra salute non ha prezzo», l’incaricato Terna ha fatto notare ai carabinieri e ad alcuni agenti della polizia presenti che i proprietari non hanno permesso l’ingresso nel proprio terreno. (d.d.l. e m.d.n.)

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