Elettrodotto, scatta la carica dei trattori

Protesta dei proprietari dei terreni agricoli. Per telefono D’Alfonso fa sospendere i lavori di recinzione
ATESSA. Gli atessani hanno vinto una prima battaglia ma il percorso è ancora pieno di difficoltà: gli operai mandati dalla Terna sono dovuti andare via e la recinzione dei terreni attraversati dal'elettrodotto è stata rinviata. Più di cento i cittadini, trenta i mezzi agricoli, così ieri mattina alle 8 si presentava lo schieramento sul terreno di Fiorina Pomilio in contrada Castelluccio, uno dei punti del passaggio dell’elettrodotto. Alla manifestazione erano presenti i carabinieri. L’elettrodotto, infrastruttura definita d’importanza nazionale, attraverserà sedici paesi: Cepagatti, Chieti, Casalincontrada, Bucchianico, Fara Filiorum Petri, Casacanditella, Filetto, Orsogna, Guardiagrele, Sant’Eusanio del Sangro, Castel Frentano, Lanciano, Paglieta, Atessa, Casalanguida, Gissi, con una rete elettrica da 380mila volt in doppia terna e tralicci alti fino a 75 metri. «Avendo dimostrato che i decreti di occupazione d'urgenza sono veri e propri falsi in atto pubblico» afferma Antonio Di Pasquale, tecnico che si sta prodigando al fianco dei proprietari dei terreni «i motivi di dissenso e di opposizione alle occupazioni forzate con presa in possesso dei terreni sono più che legittimi». Ieri una cosa è apparsa chiara: gli atessani non avrebbero permesso il picchettaggio dei loro terreni in attuazione del decreto di occupazione d’urgenza ai danni di quei cittadini che si sono rifiutati di sottoscrivere il permesso del passaggio sui loro terreni dell’elettrodotto. Alla manifestazione erano presenti l’ex senatore Angelo Staniscia (Pd), un nutrito gruppo del Mau ed esponenti di Fn. Assenti il sindaco e la maggioranza di LiberAtessa. Alla manifestazione è intervenuto telefonicamente il presidente della Regione Luciano D'Alfonso che, sollecitato da Giulio Borrelli capogruppo del Mau, e reso da questi edotto sui possibili rischi e sul pericolo che i dimostranti decidessero di utilizzare forme meno pacifiche di protesta, ha invitato la Terna a sospendere i lavori di picchettamento sui terreni dei cittadini dissenzienti. «Ogni decisione» afferma Borrelli «è stata rinviata all'11 novembre, presso la Regione ci sarà un tavolo di concertazione tra la Terna, i sindaci delle zone interessate, D'Alfonso e Mario Olivieri (consigliere di Abruzzo Civico) al fine di raggiungere un‘equilibrata soluzione che tuteli il paesaggio, l'economia agricola e, soprattutto, la salute dei cittadini».
Matteo Del Nobile
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