«Elettrodotto, Terna ha rispettato i patti?»

I dubbi del Team Extraa sulla convenzione firmata dal Comune e sugli adempimenti della società
CHIETI. Team Extraa scende in campo per chiedere chiarezza sulla realizzazione dell’elettrodotto Terna, la mega infrastruttura che da Villanova va a Gissi. Danilo Primiterra e Matteo Cantamaglia del Team Extraa sono infatti pronti ad avviare due procedimenti. Il primo è una richiesta di verifica da inviare al Servizio difesa del suolo della Regione perché constati l’ottemperanza alle prescrizioni delle opere ricadenti sul territorio teatino, partendo dal fatto che tutte le prescrizioni fatte devono essere completamente rispettate, altrimenti i lavori non possono andare avanti. Il secondo è indirizzato al Comune di Chieti e consiste in una richiesta di accesso agli atti per rilevare la corrispondenza del Comune con Regione Abruzzo e Ministero dell’Ambiente, per quanto riguarda la realizzazione dell’opera, in modo da verificare se vi è stata la giusta attenzione nella salvaguardia del proprio territorio. «Era la vigilia di Natale del 2012», ricordano Primiterra e Cantamaglia, «quando intorno a mezzogiorno il sindaco Umberto Di Primio con tutta la giunta al seguito avallava la convenzione tra Abruzzoenergia S.p.a. e Terna, con delibera n.1332, per la realizzazione dell’elettrodotto a 380kV Villanova-Gissi nel territorio di Chieti. Territorio che secondo tale convenzione sarebbe stato ripagato con opere di riqualificazione, grazie all’impegno preso dalla società Terna. Impegno che la società assume verso il Comune con il pagamento di due quote da 300.000 euro ciascuna, di cui la seconda da erogare solo dopo che il Comune di Chieti abbia attestato attraverso idonea documentazione l’avvenuta esecuzione a regola d’arte di tali opere di riqualificazione». L’elettrodotto impatta su un territorio comunale che deve essere salvaguardato da possibili squilibri di assetto idrogeologico, nel rispetto delle prescrizioni progettuali, sulle quali sono tenuti a vigilare Regione, Ministero dell’Ambiente e Forestale. I dubbi del Team Extraa si appuntano proprio su due prescrizioni in particolare che potrebbero non essere rispettate. Cosa di non poco conto, perché l’autorizzazione rilasciata dal Ministero è vincolata al rispetto di ogni singola prescrizione: basta che una sola non venga rispettata, e cade il decreto stesso. «Non si è affatto certi», dice infatti il Team Extraa, «che ogni obbligo sia stato rispettato, né che il territorio sia stata salvaguardato». Eppure i lavori vanno avanti.(a.i.)

