Elettrodotto, Terna rinuncia alla battaglia

Archiviati i procedimenti penali per alcuni proprietari terrieri e attivisti. La società annuncia: «Non faremo opposizione»
LANCIANO. Sono stati archiviati, perché già oggetto di una precedente archiviazione, i procedimenti penali a carico di alcuni proprietari terrieri e attivisti che si erano opposti ai tecnici di Terna nelle procedure per la realizzazione dell’elettrodotto Villanova-Gissi, ormai in esercizio da circa due anni. La decisione è stata presa lunedì scorso dal gip Massimo Canosa e ha riguardato, tra gli altri, Antonella La Morgia, Silvia Ferrante, Antonio Di Pasquale e Orlando Volpe, protagonisti della lunghissima battaglia contro l’infrastruttura da 380mila volt in doppia terna che in Abruzzo ha coinvolto 16 comuni, e accusati da Terna del reato di violenza privata, punibile fino a quattro anni di reclusione. «Gli atti trasmessi al pubblico ministero», scrive Canosa nell’ordinanza di archiviazione, «sono identici ai fatti del presente procedimento e di quello archiviato da questo ufficio il 25 febbraio 2015». Di qui la richiesta di archiviazione e la conferma, quindi, dell’assenza del reato penale contestato.
Ma è Terna stessa a voler seppellire “l’ascia di guerra”. «Al fine di conservare il clima di serenità e collaborazione sul territorio abruzzese, ristabilito in collaborazione con gli enti locali», si legge in una nota della società elettrica, «Terna ritiene opportuno non alimentare il contenzioso instaurato davanti al tribunale di Lanciano. Pertanto, prende atto dei provvedimenti di archiviazione, sia del procedimento penale promosso nei confronti di Antonio Di Pasquale sia di quello ad istanza del medesimo, e non impugnerà le recenti sentenze civili, con le quali l’azienda è stata condannata a pagare le spese legali dei giudizi promossi contro Di Pasquale per il risarcimento dei danni subiti in occasione delle attività di occupazione delle aree interessate dall’elettrodotto Villanova-Gissi».
«Terna ha continuato ad utilizzare, ormai a elettrodotto costruito», commenta Antonella La Morgia, rappresentante di Cast (Comitato ambiente salute e territorio), «una via giudiziaria e una strategia di attacco che, a mio parere, è più lesiva della sua immagine che non se fosse stata corretta nei confronti dei manifestanti. Per le persone coinvolte nelle decine di procedimenti penali non c'è mai stato il rischio o il timore che potesse essere accertato un reato grave come la violenza privata, non ci sono mai state barricate e le forze dell’ordine sono state presenti in numerose immissioni in possesso: avrebbero potuto arrestarci o convocarci in questura, cosa mai avvenuta. Terna ha consacrato l’atteggiamento di sempre di chi vuole esercitare il suo potere dall’alto e imporre decisioni, ma i giudici le hanno dato torto». Al momento un solo procedimento penale prosegue, quello a carico di alcuni esponenti del M5S e di Luigi Marcolongo, esponente di Forza Nuova Atessa, per i fatti avvenuti a Villareia di Cepagatti. Il processo si è aperto, a Pescara, il 18 dicembre scorso. (d.d.l.)
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