Elezioni, il centrodestra ci riprova

I coordinatori provinciali cercano l’accordo: «Lavoriamo al patto per Ortona»
ORTONA . Proprio quando l’accordo sembrava improbabile, il centrodestra prova a ricucire lo strappo per tentare di arrivare ad un’intesa che lo porti a correre compatto in occasione delle elezioni comunali di Ortona. Ieri pomeriggio il tavolo è tornato ad aggiornarsi con i coordinatori provinciali dei partiti, dopo il vertice dei giorni scorsi che aveva fatto registrare una spaccatura.
I dirigenti locali hanno affrontato le tematiche relative alle importanti scadenze elettorali. «Per il rinnovo del consiglio comunale di Ortona, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, hanno convenuto l’assoluta necessità di tenere unita la coalizione di centrodestra, alternativa a Leo Castiglione, e per questo si sono dati un nuovo appuntamento nei prossimi giorni», dicono i coordinatori provinciali Antonio Tavani (FdI), Luigi Leonzio (Lega) e Daniele D’Amario. Il prossimo incontro li vedrà protagonisti «per discutere la piattaforma “Patto per Ortona” e limare gli ultimi dubbi sull’annuncio del candidato sindaco». Dichiarazioni che lasciano presupporre ci sia stato un riavvicinamento tra le parti dopo i dissidi dei giorni scorsi.
Fratelli d’Italia, infatti, aveva proposto la candidatura a sindaco di Angelo Di Nardo, già consigliere comunale di minoranza e aspirante primo cittadino alle passate amministrative. Ma se la Lega aveva dato il suo benestare, non aveva fatto altrettanto Forza Italia, che invece puntava sul suo rappresentante Simone Ciccotelli.
I partiti, quindi, avevano deciso di aggiornarsi a ieri, ma nel frattempo non erano mancate dichiarazioni al veleno. «Abbiamo rilevato che Forza Italia», aveva detto Anna Rita Guarracino, componente della giunta regionale della Lega, «sta facendo i soliti giochetti. Noi, nonostante l’altra sera si sia visto qualche attrito, abbiamo tentato di ricomporre il centrodestra». Tavani, invece, aveva dichiarato: «Chi vuole interrompere l’unità di intenti che dura da anni nel centrodestra, è libero di farlo, ma assumendosi la responsabilità di dire “io mi chiamo fuori”». Parole che sembravano preannunciare una rottura definitiva che, al contrario, ieri non c’è stata. Quella alle porte, in ogni caso, potrebbe essere la settimana decisiva per le scelte all’interno della coalizione. (a.s.)
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